Non ho tempo

Cit. Qualsiasi persona su qualsiasi cosa

Il “non ho tempo” insieme a “la dieta la inizio da domani” penso sia la frase più usata dalle persone quando si parla di allenamento.

Estendendo il campo però la frase vale anche per qualsiasi settore o cose. Non abbiamo mai tempo per iniziare o portare avanti le passioni, i progetti, i sogni.

Sicuramente (sopratutto in una società come quella odierna) nella nostra vita siamo veramente TANTO impegnati, tra lavoro, figli, mogli, mariti, amanti, eccetera eccetera.

È altrettanto vero che però noi PERDIAMO tanto tempo. E lo perdiamo in due modi:

1) Perdiamo tempo nel vero senso della parola, ossia “cazzeggiamo” più di quello che ci sembra

2) Perdiamo tempo nel fare cose che non ci interessano oppure dedichiamo tempo a persone a cui in realtá non vorremmo dedicarne così tanto.

Ragioniamo un secondo in maniera razionale: la giornata ha 24 ore, fin qui non ci si sbaglia.

Una parte del nostro tempo va sicuramente dedicata al sonno per ricaricarci ed affrontare al meglio la giornata, e difatto, bastano 6 ore fatte bene per poter riposare.

Quindi abbiamo 18 ore, DICIOTTO ore disponibili per poter fare qualsiasi cosa, voi, cosa ci fate con le vostre?

Volete dedicare del tempo alla famiglia? Ottimo, è la cosa migliore che potreste fare prima di tutto. Mettiamo che dedichiamo 3 ore al giorno alla nostra famiglia.

Tre ore dedicate veramente però a coltivarla la famiglia, non passandole in stanze diverse a guardare la tv, queste non sono ore in famiglia, queste sono ore passate a casa, che è diverso.

Ci inseriamo anche un ora dove vi prendete del tempo per voi, per i vostri hobby e passatempi, che sia l’allenamento o il fare un puzzle.

Ok adesso avete 14 ore, in cui potete fare quello che volete.

Lavorate 10 ore al giorno e ci mettete un ora di viaggio complessivo tra andata e ritorno dal lavoro? Avete ancora tre ore da poter usare, e vi assicuro che tre ore tutti i giorni son tante. Sono 21 alla settimana, 84 in un mese, praticamente un part time!

Le verità del “Non ho tempo” in realtà sono:

1) La cosa in questione non ci interessa realmente, quindi in realtà non ci dedichiamo tempo con una scusa.

2) Ci piace stare nella nostra comfort zone, quindi in realtà abbiamo il tempo per fare qualcosa che ci piace, ma iniziare un percorso è difficile è faticoso, quindi temporeggiamo mentendo a noi stessi.

3) Cazzeggiamo, e veramente tanto!! Io parlo spesso con persone che mi dicono che non hanno tempo, e magari escono di casa alle 7.30 e alle 17.30 sono a casa, e io mi chiedo: dalle 17.30 all’orario in cui vanno a letto, cosa fanno?

La risposta poi è sempre la stessa: social, playstation, tv, eccetera…

4) Non siamo disciplinati e quindi ancora una volta mentiamo a noi stessi. Perchè iniziare un progetto è bello, stimolante e motivante, è invece complicato portarlo avanti! Utilizzare le nostre tre ore al giorno per allenarsi o fare un secondo lavoro per un giorno è una cosa, anche divertente, per un mese è diverso, per anni è molto differente!

Quindi, consiglio personale:

Fate uno screen per una settimana di cosa fate e come impiegate il vostro tempo durante la giornata, poi eliminate le cose inutili, fate un prospetto di come organizzare le vostre 24 ore, datevi delle regole ferree e seguitele!

Buon allenamento!

Metabolismo e sistemi energetici

Capire il metabolismo e come funzionano i sistemi energetici è la chiave di volta per poter pianificare un allenamento perfetto.

Premessa: l’articolo tratta un argomento che non è semplicissimo, ma cercherò di spiegarlo nella maniera più semplice possibile, in modo che tutti abbiano la possibilità di capire di cosa si sta parlando. Si comincia!

Partiamo dalla base: se vogliamo parlare di metabolismo dobbiamo iniziare con qualche cenno di fisiologia.

Facciamoci una domanda molto semplice ma con una risposta molto difficile: come funziona il nostro corpo?

Ecco, per rispondere a questa domanda entra in gioco il tanto acclamato METABOLISMO!

Il metabolismo (che in greco significa cambiamento), non è nient’altro che l’insieme delle trasformazioni chimiche necessarie al mantenimento della vita all’interno delle cellule e degli esseri viventi. In sostanza: sono tutti quei processi che avvengono all’interno del corpo al fine di farci sopravvivere.

Quindi per respirare, far pompare il cuore, alzare un braccio, farci una bella corsa o sollevare un peso il metabolismo viene sempre chiamato in causa.

Eppure correre è un attività ben diversa rispetto al sollevare dei pesi in palestra, giusto? Esatto, infatti per questo il metabolismo ha varie sfaccettature: per far funzionare il corpo e fargli fare determinate cose lavorerà in un modo, altrimenti il modo di lavorare cambia.

people running during daytime

Ma quali sono i canoni secondo i quali il metabolismo lavora in maniera differente?

I parametri principali che determinano in che modo il metabolismo deve lavorare sono principalmente due: l’intensità dell’esercizio (ossia QUANTO sia pesante uno sforzo) e la durata dello stesso (ossia PER QUANTO TEMPO dura lo sforzo).

man in black shorts carrying adjustable barbells

Intensità e durata sono anche inversamente proporzionali, infatti all’aumentare dell’una avremo il diminuire dell’altra. Infatti se ci pensate possiamo correre per ore a basse velocità e correre per 10 secondi a velocità altissime.

Semplificando possiamo dire che il corpo quando facciamo allenamento suddivide gli sforzi secondo tre grandi MACROCATEGORIE:

IntensitàDurata
Categoria n° 1Medio bassaMedio-Alta
Categoria n° 2Medio-altaMedio-Bassa
Categoria n° 3AltaBassa

Facciamo degli esempi pratici:

Esempi riguardanti la corsa

  • Correre in maniera costante e continuativa per un ora è un attività che rientra nella categoria n°1, questo perché la durata dell’esercizio è medio-alta, mentre l’esercizio ha un intensità medio-bassa. Infatti per quanto sia faticoso correre un ora, andiamo a delle velocità che sono ben lontane dalla MASSIMA VELOCITÀ sostenibile dal nostro corpo. Infatti basti pensare come la velocità di un nostro scatto sia ben lontana dalla velocità che teniamo durante una corsa prolungata.
  • Immaginiamo adesso di non dover correre più per un ora, ma di fare gli 800 metri. La richiesta dello sforzo è diversa, in quanto il tempo di corsa si abbassa notevolmente ma la velocità di corsa si alza, anche se non è ancora la massima velocità sostenibile. Quindi abbiamo una via di mezzo, dove l’intensità è medio alta ma la durata dell’esercizio è medio bassa.
  • Adesso lo sforzo è ancora differente, perché immaginiamo di correre i 30 metri. Qui la richiesta di intensità è MASSIMA, sfoggiando la nostra massima velocità possibile, mentre la durata dell’esercizio è bassissima, limitandosi a pochi secondi di sforzo.

Ora guardiamo un poì di numeri

Innanzitutto abbiamo visto come i parametri di intensità e durata determinano il tipo di sforzo, andiamo però a dare dei parametri numerici, quindi cosa si intende per durata media, bassa o alta.

Possiamo riassumere ciò che abbiamo visto prima così:

IntensitàIntensità in %DurataTempo
Categoria n°1Medio-bassa1-75Medio-alta90 sec – Ore
Categoria n°2Medio-alta75-90Medio-bassa15-90 sec
Categoria n°3Alta90-100Bassa0-15 sec

Metabolismo aerobico, anaerobico lattacido e alattacido.

Avendo appena visto CHE TIPI di sforzo il nostro corpo può fare e quali sono all’incirca i parametri numerici di riferimento, andiamo a sviscerare COME il nostro corpo si comporta per farci fare ciò che noi gli chiediamo.

Il nostro corpo per svolgere queste tre macrocategorie di sforzo, suddivide il metabolismo in tre:

  • Metabolismo aerobico: viene utilizzato per gli sforzi di intensità medio-bassa con durata medio-alta, quindi lo possiamo associare alla categoria n°1.
  • Metabolismo anaerobico lattacido: utilizzato per sforzi di intensità medio-alta con durata medio-bassa, quindi associato alla categoria n°2
  • Metabolismo anareobico alattacido: utilizzato per sforzi di intensità alta con durata bassa.

La nostra tabella diventa quindi così:

IntensitàIntensità in %DurataTempo
Categoria n°1Metabolismo aerobicoMedio-bassa1-75Medio-alta90 sec – Ore
Categoria n°2Metabolismo anaerobico lattacidoMedio-alta75-90Medio-bassa15-90 sec
Categoria n°3Metabolismo anaerobico alattacidoAlta90-100Bassa0-15 sec

Ora avendo capito a quale tipo di sforzo si associa il relativo metabolismo, possiamo anche abbandonare l’idea delle categorie degli esercizi. Quella è una suddivisione fatta da me per poter spiegarvi i tipi di sforzi, quindi potremmo riassumere la nostra tabella cosi:

IntensitàIntensità in %DurataTempo
Metabolismo aerobicoMedio-bassa0-75Medio-alta90 sec – Ore
Metabolismo anaerobico lattacidoMedio-alta75-90Medio-bassa15-90 sec
Metabolismo anaerobico alattacidoAlta90-100Bassa0-15 sec

Come funzionano i vari tipi di metabolismi?

Premetto che lo scopo di questo articolo non è andare ad analizzare le reazioni chimiche che avvengono dentro ogni processo, perché all’utente medio che si allena in palestra o che corre non ha interesse e neppure molta utilità a sapere le reazioni esatte o i vari tipi di enzimi, piuttosto il mio scopo è far capire alla persona media, come funziona il corpo in maniera molto semplice, in modo che si possa allenare con più testa e cognizione.

Fatta questa doverosa premessa andiamo prima di tutto a dare qualche definizione, in modo da capire meglio quello che verrà spiegato successivamente.

Dobbiamo capire innanzitutto due cosa significano i seguenti termini: combustibile e comburente.

Il combustibile è una sostanza che può fornire energia termica tramite la combustione. Un esempio semplice di combustibile è la legna, la quale bruciando fornisce energia termica.

photo of bonfire

Il comburente invece è quella sostanza che agisce come agente ossidante durante una reazione di combustione. Cosa vuol dire? In soldoni, è quella sostanza che PERMETTE la combustione, senza la quale la combustione stessa non avverrebbe. Tornando all’esempio precedente, la legna è un combustibile e l’ossigeno invece è il comburente, infatti se voi togliete l’ossigeno alla legna che arde, questa si spegnerò.

Per riassumere possiamo quindi dire che :

Combustibile + Comburente = Energia

Nel nostro caso l’energia è quella che ci serve per fare lo sforzo che noi stiamo chiedendo al corpo. I combustibili sono zuccheri, grassi o proteine; mentre i comburenti sono le sostanze che permettono le reazioni chimiche per produrre energia.

Torniamo ora a noi, andando a vedere un po’ più nello specifico i vari tipi di metabolismi.

Metabolismo aerobico: 

Abbiamo visto che è il metabolismo deputato agli sforzi di bassa-media intensità, con una durata molto lunga. Utilizza come combustibili i carboidrati e i grassi, mentre come comburente l’OSSIGENO, da qui il nome metabolismo aerobico. Il metabolismo aerobico è il metabolismo principale che ci tiene in vita, e ci permette di eseguire esercizi di intensità medio-bassa per durate anche molto lunghe. A intensità molto basse utilizza i grassi come combustibili, dopodiché quando l’intensità si alza inizia ad utilizzare i carboidrati.

Metabolismo anaerobico alattacido

Questo tipo di metabolismo entra in gioco quando ci sono sforzi di grande intensità per poco tempo, possiamo pensare ad esempio ad un breve scatto, all’atleta che si allena nel getto del peso, al salto in alto, al salto in lungo, ad una singola ripetizione quando si lavora con il bilanciere.

In questo metabolismo il combustibile principale è rappresentato dai carboidrati,  la particolarità (come dice il nome stesso) è che non si utilizza l’ossigeno per produrre energia, bensì delle molecole chiamate ATP (adenosinatrifosfato) e CP (fosfocreatina). Queste sono già presenti all’interno del muscolo e si degradano molto in fretta.

Metabolismo anaerobico lattacido

Abbiamo fin’ora visto i due opposti, ossia il metabolismo aerobico da una parte, che fornisce energia per MOLTO tempo ma con una intensità ridotta, contrapposto al metabolismo anaerobico alattacido, che fornisce energia per pochissimo tempo, ma ad un intensità molto ALTA.

Tra i due metabolismi vi è una sorta di “intermedio”, ossia il metabolismo anaerobico lattacido. Come funziona?

Il metabolismo anaerobico lattacido lavora anch’esso in assenza di ossigeno, ci fornisce energia per sforzi di intensità medio-alta per un tempo medio-basso. Anche qui vengono utilizzati i carboidrati come combustibili, senza l’utilizzo di ossigeno ma utilizzando l’acido lattico per produrre energia.

Per capirsi l’acido lattico è quella sostanza che si accumula nei muscoli quando fate un esercizio e sentite che piano piano vi rende le gambe o le braccia sempre più “dure”, senza che poi riusciate più a fare il vostro esercizio.

Avete presente quando fate una serie con il bilanciere in palestra a cedimento? Ecco, alla fine non riuscite più a salire con il bilanciere perché avete i muscoli pieni di acido lattico. L’acido lattico è una sostanza che si accumula relativamente in fretta ma viene anche smaltita anche velocemente (nel giro di 20-40 minuti massimo).

20 anni fa si pensava che i dolori post-allenamento siano dovuti all’acido lattico presente all’interno dei muscoli, mentre è stato scoperto che in realtà non è così.

Per capire come entra in gioco il metabolismo vi faccio un esempio:

Immaginate che state correndo, iniziate a fare uno scatto. Nei primissimi secondi utilizzerete tutta l’energia proveniente dal metabolismo ANAEROBICO ALATTACIDO, giusto? Perfetto.

Mettiamo caso che dopo aver fatto i primi 5-6 secondi di scatto decidete di non fermarvi, ma di continuare a correre al massimo della vostra intensità, noterete un decremento della velocità, riuscendo comunque a correre. Immaginate di continuare a correre sempre andando al massimo, la velocità di corsa diminuirà sempre di più, le gambe si faranno pesanti, sempre più pesanti finché non ne avrete più e dovrete fermarvi.

Ecco, questo è il metabolismo anaerobico lattacido!

man lying on rubber mat near barbell inside the gym

Riassunto

Per sforzi brevi ad alta intensità entra in gioco il metabolismo anaerobico alattacido.

Per sforzi di intensità medio-alta di media durata il metabolismo anaerobico lattacido.

Per sforzi di intensità medio-bassa di lunga durata entra in gioco il metabolismo aerobico.

Ultimi due concetti

Per finire e concludere dobbiamo introdurre altri due concetti, ossia il ristoro e la latenza.

Abbiamo capito di cosa si tratta quando si parla di intensità e durata (che potete anche sentirli chiamare come potenza e capacità), ora dobbiamo capire cosa sono i concetti di ristoro e latenza, perché anche questi due fattori entrano in gioco in tutti i metabolismi

La latenza è il tempo necessario per poter far si che il metabolismo arrivi ad esprimere la sua massima potenza, ossia il suo 100%.

Il ristoro è il tempo necessario per la ricostituzione del sistema, ossia il tempo necessario per far si che si possa ripetere lo sforzo.

Il sistema anaerobico alattacido ha una latenza di alcune frazioni di secondo e un ristoro di qualche secondo. Ossia può esprimere il 100% del suo potenziale in un attimo e bastano alcuni secondi affinché si riformino ATP e CP.

Il sistema anaerobico lattacido ha una latenza di 10-15 secondi e un ristoro di circa 20-40 minuti. Tradotto in parole più semplici prima che il metabolismo entri a lavorare a pieno regime passano circa 10-15 secondi e per far si che tutto l’acido lattico venga smaltito dopo lo sforzo bastano dai 20 ai 40 minuti.

Il sistema aerobico è quello con latenza e ristoro più alti. Infatti prima di poter esprimere il suo massimo potenziale si deve attendere dai 45 ai 180 secondi MINIMO e per poter avere il ristoro di tutte le risorse bisogna attendere dalle 36 alle 48 ore (ecco perché a volte andiamo a correre, andiamo come un treno, il giorno dopo anche se non ci sentiamo stanchi proviamo a ripetere l’impresa e vediamo che i tempi crollano in maniera inesorabile).

Conclusione

Qui di seguito andremo a costituire il prospetto finale con cui possiamo riassumere tutti i concetti espressi sul metabolismo, per poter capire al meglio il nostro corpo:

MetabolismoPotenza%DurataTempoLatenzaRistoro
AerobicoMedio-bassa0-75Medio-alta90 sec- Ore45-90 sec36-48 ore
Anaerobico AlattacidoAlta90-100Bassa0-15 secFrazioni di secondoPochi secondi
Anaerobico lattacidoMedio-alta75-90Medio-bassa15-90 sec10-15 secondi20-40 minuti

Piccola nota: questo schema serve per capire a grandi linee come funzionano i tre metabolismi, poi realmente non sono così “divisi” ma cooperano insieme, comunque già avere una conoscenza di questo tipo ci permette di lavorare e impostare l’allenamento in maniera più efficace.

Spero che l’articolo sia risultato semplice e capibile (era questo il mio scopo).

Buon allenamento

Matteo

Spero che questo articolo possa esservi stato di aiuto, se volete provare il mio programma “28 giorni per modificare il tuo fisico” potete avere più informazioni cliccando qui.

Correre !!!

Il coronavirus non è ancora debellato ma piano piano ci stiamo riprendendo i nostri spazi, ecco perché possiamo piano piano tornare a correre! La corsa è parte di noi, ecco come riprendercela!!

Correre è senza dubbio uno dei movimenti fondamentali per l’essere umano, al punto che molti fisiologi sono d’accordo nel dire che l’uomo sia nato per correre, e se ci pensate non è così sbagliato, infatti la corsa è una cosa che sicuramente TUTTI abbiamo fatto ben più di una volta nella vita.

Fate questo piccolo esperimento: mettetevi seduti vicino a una scuola elementare e fate caso ai bambini che scendono dalla macchina con i genitori per entrare a scuola e scoprirete una cosa sensazionale che avrete sicuramente dimenticato (a meno che abbiate figli o siate un bambino di 8 anni): CORRONO TUTTI.

Sembra che non riescono a stare fermi, ed in effetti è cosi: tutti adorano correre! Dal primo all’ultimo. Col passare degli anni però le cose cambiano, un po’ per pigrizia, un po’ per la società (sembrerebbe assurdo vedere un impiegato che si mette a correre per andare al lavoro) si corre sempre meno. Fino a che arriviamo al punto che se corriamo una volta alla settimana ci sembra tantissimo.

Ecco, questo articolo è pensato a tutte le persone che vogliono ri-iniziare a correre, oppure che si sono avvicinati alla corsa. Voglio condensare tutti i consigli nati dall’esperienza personale e dalle conoscenze, in modo da evitarvi tanti errori inutili.

Ovviamente i runner più navigati alzeranno il labbro per un tenero sorriso, in quanto sicuramente hanno già sperimentato tutte queste cose. Invito però anche loro a leggere quanto segue, in modo che se hanno suggerimenti e vogliono aggiungere qualcosa sono solo i benvenuti.

Scriverò lasciando andare liberi i pensieri, come se fosse un discorso scritto alla tastiera, partorito come un elenco. Detto questo, buona lettura!

Correre all'aperto

Correre su asfalto necessita di calzature necessarie per ammortizzare al meglio.

  • Partiamo dalla preparazione. Spesso mi capita di parlare con delle persone che PRIMA di fare una cosa devono avere tutto l’occorrente necessario per farla al meglio. Ricordatevi che per correre bastano un paio di scarpe (magari non dei mocassini), un pantaloncino e una maglietta (un maglione se fa freddo). Evitate quindi di spendere 300 euro di attrezzatura tecnica senza essere ancora usciti una volta. Infilatevi le scarpe e iniziate a correre, poi il resto verrà da sè.
  • Sempre riguardo all’attrezzatura, non partite in quarta comprando cardiofrequenzimetri vari e GPS di ultima generazione. Certo, allenarsi al meglio sapendo tutti dati è una figata, ma inziate ad allenarvi, dopodiché avrete il tempo di comprare tutto quello che volete. Anche perché se non siete esperti finirete sicuramente con il comprare la cosa che vi sembra migliore al momento, ma spesso poi ci si accorge di aver bisogno di qualcosa di “diverso” che si adatta meglio a noi.
  • Le prime volte che correte, scegliete un percorso corto e al massimo fate più giri. Ricordatevi sempre che dopo l’andata c’è il ritorno! Quindi non avventuratevi in percorsi troppo complicati e lunghi, onde evitare lunghe passeggiate per ritornare a casa.
  • Monitorate sempre il vostro volume di allenamento, ossia quanti km fate nella settimana e nel mese. Questo sia che siate agli inizi sia che corriate da tanto tempo. Se siete partiti da zero non potete pretendere di correre 3 volte alla settimana da un ora. I vostri muscoli, il vostro cuore e i vostri polmoni possono anche venirvi dietro (se siete allenati e/o avete fortuna) ma tendini, legamenti e articolazioni in generale no! Quindi aumentate in maniera intelligente il volume di allenamento e se siete già esperti pianificate bene lo scarico, altrimenti non vi allenerete più.
  • Ascoltate i segnali che vi manda il vostro corpo: se avete un fastidio, un dolorino o cose del genere, non ignoratelo. Il mio consiglio è cercare di capire da dove arriva e quale può essere la causa scatenante, evitare di fare i soliti allenamenti (perché al 90% sono stati quelli a causarceli), gustatevi il giusto riposo (non eccessivo) e se possibile fateci allenamento sopra in maniera MOLTO BLANDA, vedrete che vi passerà prima.
  •  Se state usando il cardiofrequenzimetro, non impostate il vostro allenamento basandovi sui parametri che lui vi da di FCmax, questo perché molte volte la FCmax delle persone non è la stessa che lui vi calcola in maniera teorica. Il mio consiglio è continuate a correre ai vostri ritmi e iniziate a registrare la fc con il cardio. Dopo qualche allenamento vi sarete fatti un idea e da lì si può iniziare a costruire qualcosa.
  • Sempre sul cardio: NON guardate il passo istantaneo. Magari siete al punto di dover seguire delle tabelle di allenamento e dovete fare dei tempi al km. In questo caso non guardate mai il passo istantaneo, questo perché basta che il gps perda il segnale per un attimo oppure fate delle curve ad angolo retto e vedrete il vostro ritmo istantaneo crollare, di conseguenza vi troverete ad accellerare di botto, il cardio se ne accorgerà dopo con il risultato che vi siete spompati per niente, convinti di andare a 5 al km mentre in realtà avete fatto 1 minuto a 3’30”.
  • Correre in gara

    Le gare sono un ottimo modo per poter correre e rimanere motivati

    Dopo che siete andati a correre per qualche volta nello stesso percorso, iniziate a guardare quanti km fate e QUANDO ogni km finisce. Potete farlo facendo un giro in macchina e prendendo i km (dove è possibile), oppure usando il cellulare con qualsiasi APP con il GPS o il cardiofrequenzimetro.
  • Iniziate a dare un occhio al ritmo. Quando avete un attimo di dimestichezza cercate di capire a che velocità andate. Come fare? Sapendo quando finiscono i singoli km del giro che fate, schiacciate il LAP del vostro cardio, in questo modo vedete quanti minuti ci avete impiegato per fare un singolo km, in modo che il successivo potete mantenere il ritmo o aggiustare il tiro.
  • Il riscaldamento. Se dovete fare una corsa lunga, una corsa rigenerante o semplicemente uscite a correre per svagarvi non è necessario che vi scaldiate prima. Semplicemente partite PIANO per i primi 15 minuti, dopodichè potrete correre al vostro ritmo. Se invece avete delle tabelle di allenamento, beh mi spiace ma il riscaldamento è da considerarsi extra. Quindi se nella tabella avete i 10 km a 4’50” al km, PRIMA vi scaldate, facendo un po’ di corsa lenta, degli allunghi e dello stretching, POI partite per il vostro allenamento. Se volete più info sul riscaldamento cliccate QUI.
  • PARTITE PIANO. Questo consiglio è difficile anche per i runner più esperti. Spesso si ha la volontà di partire più forte di quello che si può. Ricordatevi che l’aerobico è un sistema energetico simile al diesel, che ha bisogno di tempo per scaldarsi e che nei primi minuti di allenamento si è SEMPRE in debito di ossigeno.
  • PROGRESSIONE. Se dovete correre i 10 km in 50 minuti è meglio partire a 6’00” al km per poi magari finire a 4’00” piuttosto che fare il contrario. Questo perché se partiamo troppo forte ci bruciamo e andremo a fare una corsa tutta in salita, soffrendo come non mai, con le gambe che si imballano e il fiato che non si spezza mai.
  • L’ULTIMO KM. Cercate sempre di fare l’ultimo km a tutta, questo in parte per la motivazione che abbiamo visto nel punto precedente, in parte per una questione psicologica. Se partiamo forte ed arriviamo piano faremo una corsa molto faticosa, arriveremo distrutti e mentalmente sappiamo che “non potevamo fare più di così”. Se invece partiamo più piano e finiamo “A BOMBA” arriveremo alla fine che non ne avremo più, ma la corsa sarà stata più semplice, inoltre mentalmente ci troviamo nella seguente situazione “ero stanco pensavo di non averne più poi ho fatto l’ultimo km più veloce degli altri, quindi vuol dire che avevo ancora margine”. Ti rafforza la testa e il morale (qua diciamo grazie Gio)
Correre in pista

Correre in pista è un ottimo metodo per poter migliorare le brevi distanze: da 1 a 5 km

  • La preparazione. Tutti hanno un loro rito prima di iniziare a correre: la vestizione, la musica, eccetera. Cose molto importanti ma non date troppo importanza alla preparazione piuttosto che all’allenamento. Esempio: se io sono abituato a correre con il cardio perché mi guardo i battiti e quel giorno non ce l’ho, è meglio correre e fare un allenamento meno preciso piuttosto che stare sul divano a farmi delle menate perché non ho potuto correre come avrei voluto io.
  • Le curve. Tutte le volte che facciamo una curva perdiamo dei secondi preziosi, e più questa è ad angolo acuto e peggio è. Un trucco per non perdere troppo tempo e allenarsi in contemporanea è: dopo un cambio di direzione repentino (pensate a svoltare dietro un vicolo) fate i primi 30-50 metri in accelerazione a un passo superiore al vostro. Così facendo in primis perdete meno secondi, inoltre abituate il corpo e le gambe a dei cambi di ritmo (che non fanno mai male). Badate bene: non dovete scattare, ma andare leggermente più veloce. In questo modo i battiti salgono leggermente, nelle gambe aumenta l’acido lattico ma tutto ciò dura talmente poco che nel giro di un attimo si ritorna alla situazione di prima. Aumentando di poco il passo poi il corpo tende a correre più facilmente alla velocità inferiore che avevamo prima. Se le curve non sono troppo repentine cercate di fare la traiettoria più larga possibile, in questo modo perderete meno secondi.
  • I sali scendi. Come gestire salite e discese? Se non avete un percorso in piano un altro consiglio è di non tenere lo stesso passo sia in piano che in salita, semplicemente perché non ce l’avete! Quindi in salita andate LEGGERMENTE più piano ma costanti, inoltre gli ultimi 50-100 metri li fate in accelerazione. In questo modo allenate le gambe a essere più forti e quando siete in piano siete già lanciati e non dovete ripartire da un ritmo troppo basso.
  • La vestizione. Dato che ci saranno dei periodi più caldi e più freddi, sembra una banalità ma vestitevi di conseguenza. Non è carino correre con una maglia bagnata e sudata addosso quando ci sono 5 gradi ne scoppiare di caldo in mezzo a mille felpe maglie e maglioni.
  • Le stagioni. Mettetevi in testa che ci sono delle temperature ideali per correre ed altre no. Quindi non si corre?  Assolutamente no! Ma mettete in preventivo che se andate a correre di mattino alle 7 d’estate non potete fare lo stesso tempo alle 16, i battiti saranno sicuramente più alti e farete più fatica.
  • Il personal best. Quando uscite dimenticatevi i vostri personali, sono deleteri. Si può cadere nell’errore di continuare a guardare l’orologio per vedere che tempo stiamo tenendo al km. Non si può fare il personale tutte le volte che si esce, quindi relax e take it easy.
  • Assecondate il vostro corpo e la vostra mente. Dato che correte perché vi piace, non per fare le olimpiadi, seguite un protocollo di allenamento adeguato ma assecondatevi anche ogni tanto. Se correte sempre seguendo un determinato percorso e quel giorno avete voglia di farne un altro, fatelo! Se avete voglia di correre con la musica correte, se non la volete non portatevela, a volte correte in compagnia a volte correte da soli. Non siate meccanici e ripetitivi e non rimanete fissi su degli schemi che non vi servono (esempio: ho letto che la musica è doping quindi io devo correre senza musica). Ricordatevi che ci saranno già tante cose che vi daranno contro: il freddo, il caldo, il tempo a disposizione, il lavoro, la moglie, il marito, i figli ecc… Non datevi contro anche da soli!
  • Il lato di corsa. Correte sempre nella direzione opposta alle macchine, in questo modo vedrete sempre le macchine che vengono nella vostra direzione cosa stanno facendo. Se correte a destra non vedete le macchine e non potete fare nulla contro guidatori distratti.
  • Le luci e i giubbetti catarinfrangenti. Se correte di sera non potete prescindere da una o più torcia abbinata a dei giubbetti catarinfrangenti, dovete essere ben visibili!
  • Il marciapiede. Io (opinione personale, non fatelo) spesso corro non sul marciapiede ma a basso, questo perché oltre a evitarmi dei continui e noiosi sali-scendi, mi evito un sacco di buche. Questo perché dove abito io ci sono un sacco di buche sul marciapiede pronte a slogarmi caviglie di ogni genere, quindi dove è possibile sto a basso ma tengo non due, non quattro ma DIECI occhi aperti. questo perché non devo correre in mezzo alla strada e non devo mettere gli automobilisti in situazioni di difficoltà.
  • I test. Ogni tanto fate dei test, vi scaldate bene poi provate a fare dei personali. Sul km, sull’ora, sui 5 km, su quello che volete, in questo modo la motivazione rimane sempre alta. Se volete sapere qualcosa di più sui test cliccate QUI.
  • Svagatevi. Ogni tanto uscite e svagatevi, lasciate a casa cardiofrequenzimetri, telefoni, musiche e semplicemente correte! Godetevi il momento, sentite cosa vi dice il corpo e ammirate il paesaggio intorno a voi!

 

Spero che questi consigli vi siano stati utili, l’articolo sarà in continuo aggiornamento perché quando l’ho pensato ce n’erano molti più ma adesso non mi vengono più in mente. Se avete dei consigli o volete dire la vostra, siete i benvenuti.

Buon allenamento!

Ps. Oggi vi ho dato tanti consigli, ma ora vi do quello più importante di tutti, quindi orecchie ben aperte! Non è necessario che vi ricordiate tutto quello letto fin’ora, la lettura è stata spero bella e piacevole, ma per interorizzare una cosa sapete cosa dovete fare? Prendere uno, due MASSIMO tre punti di quelli visti prima, e provarli sul campo per almeno un mese un mese e mezzo. Dopodiché sicuramente avrete fatto vostri i concetti.

Altra cosa: dato che quello che dico io non è la BIBBIA, potrei dire anche delle grandi cavolate. Quindi se volete (non vi invito a farlo) provate anche il contrario, così saprete se è meglio una cosa piuttosto che l’altra.

Per finire: tutto quello che avete letto sono consigli fine a se stessi che ho voluto condividere, ricordatevi che ognuno è responsabile di quello che fa, che prima di fare allenamento di vario genere è necessario rivolgersi a un medico e ad uno specialista del settore!

Tabelle di allenamento gratuita

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L’importanza del fare

Vent’anni fa una persona per informarsi su un argomento aveva tre vie principali:

  1. Comprarsi uno o più libri, leggerli, capirli e collegarli fra di loro.
  2. Trovare una persona che gli potesse fare da “mentore” o da insegnante, la quale poteva trasmettere i cosidetti trucchi del mestiere.
  3. Farsi un esperienza propria, andando per prove ed errori su cosa è giusto o cos’è sbagliato.

A oggi abbiamo un metodo molto più veloce, immediato, gratis e alla disponibilità di  tutti: INTERNET.

Se avete bisogno di qualcosa (e non mi riferisco solo all’allenamento) basta accendere il pc o accedere col proprio smartphone al web, ricercare ed il gioco è fatto.

Vi ricordate quanto costavano le enciclopedie?

books old book knowledge bookstore

Oggi queste informazioni si trovano GRATIS sul web.

Tutta questa abbondanza di informazioni ha generato un problema però: ci si è dimenticati dell’importanza del fare.

Sempre più spesso si trovano persone che si informano, leggono tanto svariando tra i più vasti argomenti.

Questo di per sè è molto buono, il problema è che queste informazioni non vengono associate all’azione! Infatti il vero modo per interiorizzare un concetto e farlo proprio è metterlo in campo, lì si capiscono i limiti della teoria e cosa cambia tra SAPERE come si fa una cosa piuttosto che FARLA.

Io posso sapere esattamente cosa farà Cristiano Ronaldo col pallone e come lo farà, ma io non sono Cristiano Ronaldo, quindi non lo so fare.

Ricordatevi sempre: è meglio iniziare a FARE, a muoversi in una direzione, anche se non si è sicuri che la direzione presa sia giusta al 100%, piuttosto che rimanere fermi, passivi e non fare niente. Perchè tanto se ci si muove si rischia di fare giusto o di sbagliare, se si rimane fermi si è solo sicuri di sbagliare!

Buon allenamento!

Matteo

 

 

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La goccia che scava la roccia

Allenandomi da un po’ di tempo, allenando varie persone e avendo a che fare con tante persone che si allenano mi è capitato di vedere le più svariate situazioni.

Persone che non si allenano quanto dovrebbero, che si allenano troppo, che non mangiano abbastanza, che mangiano troppo, persone che non trovano un ora per allenarsi una volta a settimana o altre che si allenano 2 volte al giorno per 7 giorni, c’è chi dice di essere forte ma non lo è, chi si crede una schiappa in realtà è un campione, chi dice di essere motivato ma non sa neanche cosa sia la motivazione, e cosi via…

Avere la fortuna di vedere tante persone ti dà la possibilità di farti una tua idea su come impostarsi e come pensare per poter ottenere il massimo dal proprio corpo, riuscendo a vivere bene bilanciando al meglio TUTTI gli aspetti della propria vita.

Parlando personalmente ho avuto vari periodi e vari alti e bassi nell’allenamento, allenandomi su più fronti: in un arte marziale, in uno sport da combattimento, nella corsa e nei pesi finalizzati al potenziamento muscolare.

Ci sono stati periodi in cui ero molto inquadrato e fissato su uno dei quattro campi, perché volevo migliorare determinate cose o avevo degli obbiettivi in quell’ambito.

Premessa: definiamo periodi, in cui intendo un arco di tempo che va da un minimo di tre mesi a un anno circa.

A volte ero molto concentrato sull’allenamento nel Wing Chun, altre volte nel pugilato, altre volte nella thai boxe, oppure nei pesi, o nella corsa.

La mia fortuna (credo) è che anche quando ero molto concentrato su una cosa, non ho mai mollato le altre. Infatti parlando di allenamento sono partito da una cosa, poi ne ho aggiunta un altra, poi un altra e poi un altra ancora, è sempre stato un aggiungere e mai un togliere.

Certo, quando ti concentri sul progredire una qualità in particolare non potrai ottenere il massimo anche dalle altre, ma quantomeno cerchi di non peggiorare, mantenendo il tuo livello.

Scrivo questo articolo perché ho visto tante persone “invasarsi”: ossia dal niente essere completamente presi da qualcosa (un particolare tipo di allenamento, l’alimentazione, uno sport) e iniziare a dedicargli completamente anima e corpo, in maniera quasi ossessiva.

Gente contare al grammo i macronutrienti mangiati, e se sgarravano di un solo grammo di carboidrati si sentivano delusi e la loro dieta non era ottimale, gente che si allenava 15 volte a settimana, persone che una volta entrati in uno sport hanno completamente rivoluzionato il loro stile di vita relegando nel dimenticatoio amici, hobby e svaghi.

Ovviamente inutile dirlo ma chi si approcciava in questo modo si vedeva! Queste persone ottenevano dei risultati pazzeschi! Il loro fisico cambiava drasticamente e la loro abilità migliorava a vista d’occhio.

C’è un però… TUTTI, dal primo all’ultimo, chi prima o chi dopo, tanto più in alto arrivava con i risultati, tanto più verticale era il tracollo verso il basso; come se il corpo o la mente avesse un rigetto verso tutto quello sforzo che aveva fatto in precedenza.

healthy person woman sport

E così ti guardi intorno e vedi che la persona che  in sei mesi era arrivata al 4% di massa grassa e si allenava come un toro ora lo trovi 15 kg in sovrappeso; l’altro che era totalmente invasato per uno sport e non esisteva altro nella vita lo ha completamente abbandonato e non ne vuole più sapere; persone che correvano ottenendo tempi pazzeschi non riescono a finire un ora di corsa di seguito, eccetera…

Ecco, in questo caso l’approccio è esagerato, i messaggi che voglio che passino con questo articolo sono due, anzi più che messaggi li vedo proprio come dei consigli:

  1. Non peccate di eccessiva motivazione, quando si è molto motivati si tende a fare di più di quello che si riesce, perché la motivazione ci porta in avanti. Purtroppo non si può rimanere sempre motivati, quindi piuttosto fate meno all’inizio ma protraete il vostro obbiettivo nel tempo, ricordandovi che i progressi ottenuti in fretta si perdono in fretta, mentre i miglioramenti ottenuti nel tempo faticano a scomparire.
  2. Dato che è impossibile restare sempre motivati al 100%, restate disciplinati. Quindi anche quando avete i periodi down continuate il vostro allenamento, e se avete seguito il consiglio n°1 non sarà eccessivo e quindi lo riuscirete a portare a termine. In questo modo alla fine del viaggio vi ritroverete sempre con qualche bagaglio e qualche esperienza in più, senza aver perso per strada però le esperienze precedenti. Quindi non sarete più la persona 30 kg in sovrappeso a 50 anni che dice “ai miei tempi correvo i 10 km in 3’50” min/km”, ma sarete la persona che a 50 anni corre ancora (sicuramente più lenta) ma che si ritrova un discreto fisico, che probabilmente ha anche abbracciato altri metodi allenanti e si sente in pace con se stessa.

Da qui viene il titolo dell’articolo, la goccia che scava la roccia: perché ho notato come durante l’allenamento chi alla fine vince è chi rimane costante nel tempo, anche se si allena meno rispetto ad altri. La continuità e la ripetitività nel tempo sono le chiavi vincenti per ottenere i risultati e sopratutto MANTENERLI.

Buon allenamento

Matteo

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