Come mi alleno?

L’allenamento ha come scopo il cambiamento del corpo, per portarlo ad esprimere il suo massimo potenziale dal punto di vista della prestazione.

Va da se quindi che ogni tipo di sport avrà un allenamento diversificato (fin qua niente di nuovo), una persona che si allena nella pallavolo farà un allenamento diverso da chi pratica un arte marziale, gioca a tennis, solleva pesi o corre.

Più andiamo indietro negli anni e più gli allenamenti erano di tipo tecnico-specifici: ossia le esercitazioni erano prevalentemente riguardanti lo sport stesso, 50 anni chi giocava a calcio non era abitudinario anche allenare i muscoli attraverso i pesi i palestra (erano anche altri tempi, vero).

Piano piano però le cose sono iniziate a cambiare e ad oggi è normalissimo che anche un maratoneta alleni la forza, anche se a prima vista il sollevare i pesi non c’entra niente con la gara.

Questo perché? Semplicemente perché più passano gli anni e più viene riscoperto come il movimento e lo sport siano importanti, quindi ci si informa di più, ci sono più studi scientifici riguardanti l’allenamento e internet ci ha permesso di comunicare istantaneamente con l’altra parte del mondo.

In questo modo così come tu stai leggendo questo articolo, anche un nostro amico appassionato di sport a Singapore dall’altra parte del mondo può fare lo stesso.

In questa evoluzione della preparazione atletica, cosa è cambiato? Perché oggi ci si allena in un modo piuttosto che in un altro?

man in red and black shorts

Semplicemente perché è stato visto come ci siano dei punti in comune nell’allenamento, punti che sia il preparatore atletico che allena il giocatore di tennis piuttosto che il sollevatore di pesi deve prendere in considerazione, a prescindere dallo sport.

I punti in comune e che ogni allenatore deve ben sapere sono:

  • Modello fisiologico
  • Test
  • Allenamento capacità condizionali
  • Allenamento capacità coordinative
  • Allenamento specifico

Come vediamo non c’è più solo l’allenamento specifico (esempio: gioco a calcio quindi faccio solo tiri, tattiche, torelli, partitelle ecc), ma vediamo come ci sono ben altre quattro componenti fondamentali.

Queste 5 sono le caratteristiche alla base dell’allenamento di QUALSIASI SPORT. Devo allenare o allenarmi in uno sport, devo sapere il modello fisiologico di quello sport, che test fare, quali sono le capacità condizionali e come allenarle, idem per quelle coordinative e poi ovviamente sapere il tipo di allenamento specifico.

person holding black and grey penSolo leggendo quante cose una persona deve sapere si capisce subito perché vi è sempre più una specificità nei ruoli per quanto riguarda l’allenamento, non è più solo una persona che fa tutto ma è il TEAM che progredisce e migliora, così che ognuno possa specializzarsi su una caratteristica per affinarla al meglio.

Nei prossimi articoli verranno trattati i 5 punti in modo da iniziare a capire cosa sono.

Buon allenamento!

Matteo

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La tecnologia al servizio dell’allenamento

Al giorno d’oggi la parola chiave in qualsiasi ambito è sempre la stessa: tecnologia.

L’essere umano negli ultimi 60 anni ha fatto balzi da gigante per quanto riguarda la progressione tecnologia, in qualsiasi ambito: industria,motori, automazione, tempo libero ecc…

Lo sport non è da meno in questo frangente e vorrei appunto parlare di quanto la tecnologia possa rendersi utile nel nostro sviluppo dell’allenamento, e di quanto ci abbia semplificato la vita.

Vedete questo video? è uno splendido video in slow motion di un cane. Il che è fantastico perché abbiamo uno strumento fantastico sotto gli occhi ma non sappiamo cosa farcene. Vi faccio un esempio: Questo video qui sotto è circa del 2013, possiamo vedere l’analisi della traiettoria della panca, e da li vengono poi estratti valori di velocità e potenza.

Ecco, voi non avete idea che casino abbia dovuto mettere in piedi per poter fare questa cosa nel 2013!

Prima di tutto: la ricerca di una fotocamera che potesse riprendere con un fps alto per fare uno slow motion, quindi ricercare all’interno dei vari supermercati la suddetta fotocamera, una casio Exilim EX-ZR1000.

Dopodichè la ricerca di un software adatto per modificare i video, in questo caso Kinovea.

Dopidichè ho dovuto misurare la distanza percorsa dal bilanciere per poter poi calcolare la velocità e la potenza dell’alzata.

Una volta fatto tutto ciò, ho ripreso la panca con la fotocamera, sono andato a casa, ho acceso il pc, inserito la memory card, copiato il video, inserito il video su kinovea, tracciato il prospetto della distanza, calcolato la velocità e la potenza, le ho inserite a mano nel video e ho esportato il tutto su pc. Et voilà, risultato pronto.

Adesso vi faccio vedere un altro tipo di video, fatto nel Luglio 2018:

Questo è Enea e qui stiamo analizzando le sue alzate sulla panca. Vedete quelle linee che rimarcano la traiettoria del bilanciere? Ecco, quelle. Tralasciando i tecnicismi perché la mia intenzione non è adesso di parlare di traiettorie sulla panca, vorrei che il punto focale sia la SEMPLICITÀ con cui si possono realizzare queste cose nel 2018.

Vi ricordate tutta la pappardella che ho dovuto fare nel 2013? Ecco, scordatevela.

Ora mi è semplicemente bastato scaricare un app, riprendere la panca, fare esporta ed il gioco è fatto.

Dal produttore al consumatore in meno di 2 minuti, giusto il tempo del recupero!

In questo modo è possibile poter avere feedback continui e IMMEDIATI sull’allenamento rendendolo sempre più preciso.

Vi faccio un altro esempio:

A me piacciono le arti marziali, e da sempre ho avuto il pallino di capire COME faccio il sacco; quanti pugni tiro? a che velocità? Eccetera eccetera eccetera…

Ecco, ricordate Kinovea? sempre nel 2013 faccio questo

Riprendo il sacco in slow motion per 15 secondi e poi cosa faccio? CONTO ogni SINGOLO pugno e stoppo ogni volta che colpisco il sacco e SCRIVO il tempo che intercorre tra un pugno e l’altro. Insomma: un delirio! Lo faccio una volta e poi capisco che il gioco non vale la candela.

Ora vi faccio vedere un altro video di quest’anno:

Vedete il telefono? Ecco, oggi basta comprare due sensori, che collegati ad un APP ti contano il numero dei pugni, li dividono in destro e sinistro e li dividono in diretti o ganci. Inoltre ti registra la velocità media di ognuno. Insomma: il paradiso. Il tutto con una spesa irrisoria, sui 100 euro (meno della fotocamera ai tempi).

Se poi colleghiamo il tutto ad un cardiofrequenzimetro possiamo vedere e dare un feedback immediato al nostro atleta, dicendogli se deve aumentare la velocità dei pugni, aumentarne o diminuirne il numero e/o aumentare l’intensità per mantenere un certo valore di FC.

Chiudo quindi lasciandovi qui sotto alcune app che utlizzo per monitorare l’allenamento e che secondo me possono esservi di aiuto! Se anche voi avete questo metodo scientifico di monitorare l’allenamento e conoscete qualche altro trucchetto, fatemelo sapere!

A presto

Matteo

 

Barsense: App per valutare velocità e traiettoria del bilanciere – costo: gratis

Hykso Boxing: App per monitorare velocità e numero di pugni, va abbinata a due sensori – costo: 100 euro circa

Polar Beat : App per monitorare Fc durante l’allenamento, si può usare con orologio, telefono o tablet, necessita fascia polar abbinata – Costo: variabile in base alla fascia,

Myfitnesspal: App molto utile per contare calorie e macronutrienti introdotti nella giornata – Costo : gratis + possibilità di upgrade a pagamento.

Strava: App che ti consente di registrare il percorso effettuato durante una corsa o un giro in bici, monitora distanza e passo e ti può mettere in relazione con gli altri utenti; dandoti motivazione Extra.

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Il riscaldamento sportivo

Ciao a tutti, oggi ho pensato che un tema che bisognerebbe trattare è il riscaldamento, perché per quanto possa sembrare semplice e ad alcuni inutile, pianificare ed eseguire un corretto riscaldamento in ambito sportivo è più difficile di quello che si pensi.

Premessa: non sarà un articolo corto e neanche facilissimo, spero però che il lettore una volta finito riesca ad avere qualche strumento in più per poter comprendere le basi che ci sono dietro un corretto riscaldamento o avviamento motorio.

Le quattro tipologie di riscaldamento sportivo

A differenza di quello che si può pensare l’avviamento motorio non ha come fine ultimo eseguire dei semplici esercizi ginnici, bensì questi sono solo il “mezzo” per poter arrivare allo scopo ultimo del riscaldamento.

Per semplificare potremmo dire che a livello generale “la fase di avviamento motorio progettata ha il fine di preparare l’organismo al successivo lavoro che si andrà a compiere”. Questo indipendentemente dal fatto che l’obbiettivo dell seduta allenante sia di tipo tecnico, tattico, condizionale o coordinativo.

Vi sono quattro tipologie di riscaldamento, ovvero vi sono quattro modi per poter preparare i nostri atleti ad allenarsi e ciascun modo si pone un obbiettivo diverso:

  1. Riscaldamento sportivo di tipo psicologico
  2. Riscaldamento sportivo di tipo tecnico-tattico
  3. Riscaldamento sportivo per preparazione e miglioramento della performance
  4. Riscaldamento sportivo per prevenzione di infortuni

Riscaldamento sportivo di tipo psicologico

Un riscaldamento di questo genere prepara l’atleta o la squadra a diverse condizioni psicologiche che si possono presentare durante la performance oppure a sviluppare particolari interazioni sociali tra i giocatori di un Team.

Esempio:

  • Problema: squadra di calcio con problemi di comunicazione
  • Soluzione: Esercizio dove un giocatore a occhi bendati porta la palla seguendo le indicazioni di un compagno ad occhi aperti (sviluppo della fiducia reciproca)

IMG_6673Riscaldamento sportivo di tipo tecnico-tattico

Questo tipo di avviamento motorio precede le sedute di allenamento specifiche della disciplina praticata, quindi può variare a seconda di quest’ultima. A livello generale possiamo dire che prevede di preparare il corpo dell’atleta ad eseguire le movenze tipiche della sua disciplina. Esempio: eseguire tecniche e sequenze a vuoto nel pugilato.

Riscaldamento sportivo per preparazione e miglioramento della performance

Qui il focus principale è preparare il corpo al meglio per ottenere il 100% della massima prestazione fisica in gara. Gli incrementi prestazionali sono strettamente legati agli effetti fisiologici che si verificano dopo l’avviamento motorio (come lo spostamento della curva forza-velocità).

Riscaldamento sportivo nella prevenzione di infortuni

Un riscaldamento di questo tipo porta a degli effetti fisiologici che limitano danni collaterali durante la gara o l’allenamento, come ad esempio la riduzione della stifness muscolare evitando banali stiramenti.

Gli effetti fisiologici del riscaldamento

Il fine principale di un corretto riscaldamento è l’aumento della temperatura corporea, questo fenomeno può essere diviso in due parti: in un primo momento si ha un aumento della temperatura muscolare locale, dopodiché si avrà un aumento della temperatura centrale dell’organismo.

Aumento della temperatura muscolare

Secondo Masterovoi l’obbiettivo del riscaldamento è di aumentare la vascolarizzazione dei muscoli, ovvero il muscolo deve funzionare come una pompa: la contrazione spinge il sangue , dopodiché vi è una fase di riposo. Questo effetto vascolarizzate si ha effettuando contrazioni che abbiano un valore di ampiezza non minimo con un carico che varia dal 30 al 50%; l’effetto “pompa” si ottiene più facilmente se si utilizzano movimenti analitici. I tempi per l’aumento di Tm ( temperatura muscolare ) non sono molto elevati, bastano dai 3 ai 5 minuti e la variazione in genere è di circa 3°; va ricordato inoltre che l’aumento di Tm svolge il ruolo più importante nell’esecuzione della massima prestazione. La temperatura muscolare inoltre si abbassa di 1° dopo 5 minuti di inattività e ritorna a livelli basali dopo 15.

Temperatura Quad yo yo test

Andamento della temperatura del quadricipite dopo aver eseguito lo yo-yo test. 

Subito dopo

Dopo 5 minuti

Dopo 15 minuti

 

Aumento della temperatura centrale

Temperatura centrale e muscolareL’aumento della temperatura centrale si riferisce all’aumento della temperatura di tutto il corpo, in questo caso l’organismo possiede una maggior efficacia nell’effettuare le reazioni chimiche. Un metodo per poter arrivare ad un valore più elevato di Tc è l’esecuzione di esercizi con un intensità che aumenta in modo progressivo. La temperatura centrale aumenta in genere di circa 2° con una tempistica maggiore rispetto alla Tm, ci vogliono circa 20 min per ottenere l’aumento desiderato.

Gli effetti legati all’aumento di temperatura

Diminuzione viscosità muscolare

Un aumento della temperatura muscolare porta ad una diminuzione della viscosità di muscoli ed articolazioni, con conseguente riduzione delle resistenze interne ed aderenze presenti in essi; in questo modo abbiamo una maggior fluidità articolare con un conseguente numero di infortuni nettamente minore.

Diminuzione della stifness muscolare

Un corretto avviamento motorio porta ad un distacco dei ponti stabili di miosina, causando una minor rigidità muscolare ed un decremento della stifness muscolare.

Miglioramento della conduzione nervosa

E’ stato studiato come l’incremento della Tm porti ad un aumento sia della potenza che della rapidità di contrazione muscolare, questo fenomeno è in parte da associare ad una conduzione nervosa a più alta velocità. Questa risulta quindi più elevata dopo l’avviamento motorio piuttosto che a freddo.

Aumento della velocità di degradazione dei fosfati altamente energetici

Altro effetto positivo della temperatura è un aumento di glicogenolisi, glicolisi e un maggior tasso di risintesi dell’ATP. In sostanza quando la temperatura passa dal suo valore “a freddo” a quello “a caldo” è molto più facile per l’organismo risintetizzare i fosfati altamente energetici quali ATP ( adenosin-tri-fosfato ) e PC ( fosfo-creatina )

Risintesi atp

 
Grafico che mostra il grado di risintesi dell’ATP in percentuale alla temperatura espressa in gradi C°. Si nota come dopo i 35° si ha un impennata del tasso di risintesi.

 

 

 

Miglioramento della curva forza – velocità

Questo è uno degli effetti più importanti dell’avviamento motorio, se osserviamo il grafico qui sotto possiamo notare come l’innalzamento della Tm vada a modificare la curva forza velocità.

Forza velocità temperatura

In blu questa curva indica l’andamento delle due capacità condizionali “a freddo” mentre in rosso viene evidenziata dopo il riscaldamento muscolare; si osserva subito come questa venga spostata verso destra; cosa che rappresenta un enorme vantaggio. Se prendiamo un ipotetico punto sull’asse di F avremo il suo corrispettivo valore di V , il quale nella curva con la Tm a caldo risulta maggiore rispetto alla curva di colore blu, conclusione: un buon avviamento motorio porta ad utilizzare meno forza se si vuole andare ad una velocità mentre ad un utilizzo del medesimo valore di forza siamo in possesso di una maggiore velocità. Questo effetto fisiologico è di estrema rilevanza in tutte le discipline in cui la potenza svolge un ruolo di primaria importanza. Si può notare come anche la curva della potenza venga spostata verso destra in modo addirittura più marcato.

Aumento della termoregolazione

Maggiore sarà la temperatura muscolare più elevato risulterà il calore immagazzinato all’interno del nostro organismo, capacità che peraltro non può andare al di sopra di un certo valore.

Effetti indipendenti dall’aumento della temperatura

Aumento del livello di consumo di ossigeno

Durante le competizioni di media-lunga durata o negli sport di squadra l’atleta utilizza in un primo momento l’energia derivante dai processi anaerobici, successivamente il metabolismo aerobico si stabilizza e diventa la principale fonte di energia, inoltre generalmente verso la fine della gara si ha il cosiddetto “sprint finale”, dove viene nuovamente consumato ATP proveniente da processi anaerobici. L’avviamento motorio porta ad un maggior consumo di ossigeno all’inizio della performance, così facendo si ha un risparmio di fonti anaerobiche, le quali rimarranno più intatte e potranno essere utilizzate in seguito. E’ importante però che tra la fine dell’avviamento motorio e l’inizio della competizione non passino più di 5 minuti altrimenti non si mantiene l’aumento del massimo consumo di ossigeno.

Consumo O2

Grafico che rappresenta l’utilizzo dei processi energetici

Figura di sinistra : senza avviamento motorio Figura di destra : dopo l’avviamento motorio

Fenomeno della PAP ( Post – activation – potentation )

La PAP è un altro effetto fisiologico non derivante dall’aumento della temperatura corporea, esso è così riassumibile: se effettuo una contrazione muscolare con tempi molto brevi, seguita da una contrazione muscolare isometrica ( quindi con forza massima ) della durata di 10 secondi, quando effettuerò una seconda contrazione questa avrà un impulso superiore al primo.

PAP

 

Quindi:

Primo impulso + Contrazione massima per 10 s = secondo impulso con valore superiore al primo

PAP1

 

La PAP  che inoltre va ad agire anche sulla curva forza – velocità: non ha gli stessi effetti dell’aumento della temperatura corporea, in quanto non riesce né ad agire sulla forza massima e sulla velocità massima, ma va ad agire al centro di questa innalzandola e spostandola verso destra; ottenendo effetti positivi quindi nelle discipline di potenza che combinano forza e velocità.

 

I contraddittori e i vincoli dell’avviamento motorio

Consumo di energia – inizio competizione con riserve energetiche intatte

Abbiamo visto fin’ora che l’avviamento motorio prevede un aumento della temperatura muscolare e/o centrale, solo che questo prevede il consumo di energia; mentre la competizione ha come presupposto l’iniziare con le riserve energetiche intatte! Ecco perché bisogna stare attenti a non esagerare con l’intensità per evitare di portare ad un peggioramento anziché ad un miglioramento della performance.

Percentuale di lavoro : 50% o 33% e gli esercizi classici da evitare

La percentuale di lavoro è molto importante sia nella ripetizione degli esercizi che nell’avviamento motorio, questa si verifica solamente quando si svolgono esercizi non individuali, quindi a coppie, a terzine o a gruppi. Come idea di percentuale di lavoro possiamo avere : il numero di volte che l’atleta/allievo esegue l’esercizio diviso il numero di atleti che devono ripetere l’esercizio prima che il ciclo si chiuda, quindi:

N° ripetizione/N° atleti

Questo valore non dovrebbe essere inferiore al 33%, ovvero nel caso in cui l’esercizio venga effettuato a gruppi di tre, mentre la condizione ideale è del 50%, ovvero una volta a testa.

Ogni esercizio che non rispetta questo vincolo andrebbe scartato in quanto risulta poco allenante per il gruppo oppure può risultare poco allenante per alcuni membri del gruppo in quanto lavorano ad un intensità troppo bassa mentre invece altri lavorano ad un intensità troppo alta.

Esempi di questo tipo nel calcio:

  • Il classico torello
  • Un palleggiatore al centro e gli altri sistemati in cerchio che gli restituiscono la palla.

 

Eccessivo aumento della temperatura centrale per i corridori

Un effetto dipendente dall’innalzamento della temperatura è la termoregolazione, però l’aumento del calore che l’organismo è in grado di sopportare ha un valore limitato, quindi per gli sport di lunga durata è buona cosa non elevare in maniera eccessiva la temperatura muscolare e centrale in quanto l’obbiettivo per queste discipline è evitare l’accumulo di calore e ottimizzare la sua dispersione.

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La corsa lenta

Un altro “classico” dell’avviamento motorio è la corsa lenta. Questo tipo di esercizio però, se utilizzato da solo non riesce a farci ottenere la vascolarizzazione desiderata. L’effetto pompa del muscolo e l’aumento della temperatura non si riescono ad ottenere in quanto l’ampiezza di movimento è troppo ridotta e l’intensità troppo bassa, addirittura potremmo ottenere una diminuzione della temperatura.

Il problema dei giocatori in panchina

Un’altra problematica a cui ci dobbiamo porre è quello dei giocatori in panchina, infatti in alcuni sport come ad esempio la pallacanestro dove i giocatori di riserva giocano un ruolo fondamentale e serve che siano sempre caldi. Per fare questo sarebbe opportuno utilizzare metodi di riscaldamento passivo come l’utilizzo di coperte in modo da non fare scendere la temperatura corporea.

Conclusioni

E con questa prima parte potrei dire conclusa la teoria riguardante i principi guida che andrebbero seguiti per un riscaldamento ottimale. Nella seconda parte andremo a sviscerare la pratica. A presto e buon allenamento a tutti!

 

Spero che questo articolo possa esservi stato di aiuto, se volete provare il mio programma “28 giorni per modificare il tuo fisico” potete avere più informazioni cliccando qui.

I test

12269815_1044326855619785_1914823504_nQuesto articolo tratterà dell’importanza dei test durante il percorso di allenamento.

Prima di tutto, è importante fare dei test? Assolutamente si. e per tantissime ragioni. Quando si pianifica un allenamento bisogna sapere in che direzione andare, che obbiettivo raggiungere, e questo risulta impossibile, sia per un personal trainer o per una persona qualsiasi, se non si ha un punto di partenza.

Per prima cosa bisogna scegliere con oculatezza l’obbiettivo da dover raggiungere, facendo un opportuno esame di coscienza sui nostri punti forti e deboli. Dopodiché è fondamentale scriverci COME vorremmo essere e TRA QUANTO tempo. Notare bene che se fatta bene questa fase può richiedere anche settimane.

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Una volta bene chiaro il nostro obbiettivo dobbiamo renderlo REALE, TANGIBILE, ed è qui che entra in gioco il test : n° di Kg sollevati di un dato esercizio, tempo di corsa, n° massimo di trazioni, piegamenti, squat e chi più ne ha più ne metta.

 

Una volta scelto il tipo di test è opportuno capire che un test NON è un allenamento. Bisogna esprimere il massimo del nostro potenziale, senza trattenerci e limitarci, ma senza neanche dare tutto prima della fine del test rimanendo senza benzina.

Per questo motivo chi si approccerà per la prima volta a fare un test capirà che fare i test è DIFFICILE.

Una cosa importante che i test ci danno è che aiutano a mantenere la concentrazione alta durante l’allenamento e ci impediscono di mollare. Se mi alleno sapendo DOVE devo arrivare e QUANDO so benissimo che non posso sgarrare più di un tot, altrimenti il risultato sarà svelato nel momento opportuno; fare un test è un po come fare degli esami.

 

Divertimento: avere dei parametri di riferimento rende l’allenamento più divertente, se so che ci metto 10 minuti nel percorrere un determinato percorso, mentre mi alleno riesco a capire (prendendo dei punti di riferimento) se quel giorno sono più o meno in forma, e se l’allenamento sta dando i risultati sperati.

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Progressione negli anni: una volta fatto un test questo rimane scritto nella memoria, quindi fra un anno, quando ricomincerò il mio piano di allenamento annuale, saprò che in un determinato periodo devo fare un tipo di test, e dovrò andare a visualizzare se sono migliorato o no.

Importantissimo: ci sono periodi dell’anno per ogni tipo di test, è IMPOSSIBILE MIGLIORARE SEMPRE!! Quindi facciamocene una ragione e alleniamoci con coscienza.

Se il periodo di correre 10 km è a gennaio, mentre quello di correre ripetute da 1 km è a Giugno, non potrò sicuramente e non dovrò cercare di battere i miei record nel tempo non previsto. A gennaio non sarò allenato sul km tanto quanto non sarò allenato sui 10 a Giugno. Quindi nell’anno ci saranno alti e bassi dello stesso record, ma la differenza la fa l’anno, io l’anno dopo, nello stesso periodo, DEVO essere più allenato, altrimenti ho sbagliato qualcosa!

Quindi che ti alleni da solo sugli scalini del tempio voltiano a Como o che sei un personal trainer o un preparatore atletico di qualsiasi squadra/persona, mi raccomando, TESTA e TESTATI!

Se vuoi avere altre nozioni riguardanti i test, ti invito a guardare il video qui sotto!

Buon allenamento!

 

Matteo

L’importanza di un diario

Questo articolo parla di una cosa banale e di facile realizzazione, talmente facile che proprio per questo motivo viene molte volte snobbata e lasciata perdere.

Si tratta del proprio DIARIO DELL’ALLENAMENTO.

Ecco qua il mio: un quaderno semplice semplice, con un cane. Bennet, 1 euro.

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Ho sempre tenuto le schede con i miei programmi di allenamento, lo facevo anche molto prima di fare questo lavoro; probabilmente perché già allora volevo capirci qualcosa.

Eppure posso dire che è solo due anni che tengo abbastanza bene un diario, che è qualcosa di differente dal semplice segnarsi gli allenamenti. Il quaderno visto li sopra è del 2017, che segue quello del 2016 e precede quello del 2018.

Ma fondamentalmente a cosa serve avere un diario e che vantaggi ci può dare questo? E sopratutto come tenerlo?

Il quaderno (o diario) è importante tenerlo per un semplice motivo: noi abbiamo una memoria non buona, che tende a migliorare i ricordi in base alle nostre esperienze, cancellando ciò che c’era di NON BUONO nel nostro passato.

Cosa significa questo? Eccolo presto spiegato.

Mettiamo che io l’anno scorso mi sia allenato tutto l’anno, e mi sia allenato bene. Quindi avrò fatto dei test, avrò fatto degli allenamenti e avrò battuto questi test. In sostanza il me stesso di Dicembre 2016 era più in forma del me stesso di Gennaio 2016. Ovviamente dato che ho fatto dei test so anche i valori numerici, quindi so anche che ad esempio ho aumentato il mio massimale di Squat di 20 Kg, passando da 100 a 120.

 

Fino a qui tutto perfetto. Ora si ricomincia, anno nuovo, vita nuova.

Inizia il 2017 e ricomincio ad allenarmi. Solo che mi sono allenato tutto l’anno scorso e onestamente inizio a Gennaio un pò scarico. Penso che è normale dato che ho appena finito un anno di allenamento intenso e ricomincio senza darci troppo peso. Arriva Febbraio, fatico, il morale non è ancora al massimo e inoltre faccio fatica ad allenarmi con i 95 Kg, vanno su a malapena e riesco a farne 2, eppure sono il mio 80%, dovrei farne di più. Tristezza. Arriva Marzo, la testa ancora non c’è, mi ricordo l’anno scorso, ero motivatissimo, ho fatto un allenamento pazzesco, eppure quest’anno fatico, guardo la bilancia: ingrassato due Kg. Mi incazzo.

STOP

Ora qui le persone si dividono in tre tipologie di persone:

  1. Chi alla vista di tutto questo si demotiva ancora di più, manda tutto a quel paese e molla. Vuoi per due settimane, un mese, sei mesi, un anno o tutta la vita. Ed è il 90% di chi sta leggendo, quindi si, ci sei dentro anche tu.
  2. Chi nonostante tutto ha la capa dura, quindi continua a martellare fino a portare a termine un altro anno di allenamento, dove realmente si vedono i risultati. E questi sono i duri secondo me, e sono molto pochi.
  3. Chi si è tenuto tutto l’anno passato scritto: pesi, tempi, kg, sensazioni. Loro sono i maniaci dell’allenamento, e sono ancora di meno dei duri. I quali guarderanno cosa hanno scritto nel quaderno dell’anno scorso sotto la voce “Gennaio-Febbraio-Marzo” e trarranno le loro conclusioni reali e oggettive.

 

Perché come detto prima, le emozioni e le sensazioni sono volubili, modificabili, e nella maggior parte dei casi: sbagliate. Stessa cosa vale per i ricordi, perché nella mia testa l’anno scorso avrò fatto un  allenamento pazzesco, incredibile, sono migliorato e mi sono monitorato, questa è l’immagine che ho del me stesso dell’anno scorso. Poi però prendiamo il diario passato, leggiamo e si scoprono un bel pò di cose che avevamo rimosso.

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Leggiamo che a Gennaio eravamo motivati, ma anche molto stressati perché siam passati da allenarci 2-3 volte a settimana ad allenarci 5. Andiamo avanti e vediamo come i test siano stati pesanti, ci abbiano dilaniato senza poi darci neanche tante soddisfazioni. E magicamente ci rileggiamo che Febbraio ci allenavamo con i 72.5 Kg e facevamo solo una, massimo due ripetizioni e molto male a livello tecnico. Non solo, a Febbraio ri-scopro che eravamo ingrassati, non due ma ben quattro Kg!!

A questo punto ci si ferma, si fanno due constatazioni (REALI) e si traggono due o tre conclusioni. Siamo nel 2017, fatico a fare 2 ripetizioni con 95 Kg, però io mi paragono con un massimale fatto magari a Settembre-Ottobre, a Gennaio dell’anno scorso facevo il doppio della fatica con più di 20 Kg in meno. L’anno scorso ero stressato per le sedute di allenamento, oggi invece sono la normalità, inoltre ero ingrassato a Febbraio, mentre quest’anno a Marzo; quindi probabilmente in questo periodo tendo a mettere peso, però sono in vantaggio perché quest’anno a Febbraio sono rimasto in linea. L’anno prossimo quando inizierò saprò già che in questo periodo tenderò ad ingrassare, quindi se mi contengo posso limitarlo ancora di più.

Ed ecco che una valutazione assolutamente pessimistica dei primi mesi di allenamento cambia radicalmente, diventa anzi ottimista. Tradotto: nuove motivazioni, nuovi stimoli, voglia ritrovata, voglia di spaccare tutto.

Ed ecco che in un attimo sei ufficialmente diventato il motivatore di te stesso.

Tenetelo un diario. Segnateci gli allenamenti, i test, le sensazioni che vi danno gli allenamenti, le vostre motivazioni. Il futuro voi stesso vi ringrazierà.

 

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