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Come mi alleno?

L’allenamento ha come scopo il cambiamento del corpo, per portarlo ad esprimere il suo massimo potenziale dal punto di vista della prestazione.

Va da se quindi che ogni tipo di sport avrà un allenamento diversificato (fin qua niente di nuovo), una persona che si allena nella pallavolo farà un allenamento diverso da chi pratica un arte marziale, gioca a tennis, solleva pesi o corre.

Più andiamo indietro negli anni e più gli allenamenti erano di tipo tecnico-specifici: ossia le esercitazioni erano prevalentemente riguardanti lo sport stesso, 50 anni chi giocava a calcio non era abitudinario anche allenare i muscoli attraverso i pesi i palestra (erano anche altri tempi, vero).

Piano piano però le cose sono iniziate a cambiare e ad oggi è normalissimo che anche un maratoneta alleni la forza, anche se a prima vista il sollevare i pesi non c’entra niente con la gara.

Questo perché? Semplicemente perché più passano gli anni e più viene riscoperto come il movimento e lo sport siano importanti, quindi ci si informa di più, ci sono più studi scientifici riguardanti l’allenamento e internet ci ha permesso di comunicare istantaneamente con l’altra parte del mondo.

In questo modo così come tu stai leggendo questo articolo, anche un nostro amico appassionato di sport a Singapore dall’altra parte del mondo può fare lo stesso.

In questa evoluzione della preparazione atletica, cosa è cambiato? Perché oggi ci si allena in un modo piuttosto che in un altro?

man in red and black shorts

Semplicemente perché è stato visto come ci siano dei punti in comune nell’allenamento, punti che sia il preparatore atletico che allena il giocatore di tennis piuttosto che il sollevatore di pesi deve prendere in considerazione, a prescindere dallo sport.

I punti in comune e che ogni allenatore deve ben sapere sono:

  • Modello fisiologico
  • Test
  • Allenamento capacità condizionali
  • Allenamento capacità coordinative
  • Allenamento specifico

Come vediamo non c’è più solo l’allenamento specifico (esempio: gioco a calcio quindi faccio solo tiri, tattiche, torelli, partitelle ecc), ma vediamo come ci sono ben altre quattro componenti fondamentali.

Queste 5 sono le caratteristiche alla base dell’allenamento di QUALSIASI SPORT. Devo allenare o allenarmi in uno sport, devo sapere il modello fisiologico di quello sport, che test fare, quali sono le capacità condizionali e come allenarle, idem per quelle coordinative e poi ovviamente sapere il tipo di allenamento specifico.

person holding black and grey penSolo leggendo quante cose una persona deve sapere si capisce subito perché vi è sempre più una specificità nei ruoli per quanto riguarda l’allenamento, non è più solo una persona che fa tutto ma è il TEAM che progredisce e migliora, così che ognuno possa specializzarsi su una caratteristica per affinarla al meglio.

Nei prossimi articoli verranno trattati i 5 punti in modo da iniziare a capire cosa sono.

Buon allenamento!

Matteo

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La tecnologia al servizio dell’allenamento

Al giorno d’oggi la parola chiave in qualsiasi ambito è sempre la stessa: tecnologia.

L’essere umano negli ultimi 60 anni ha fatto balzi da gigante per quanto riguarda la progressione tecnologia, in qualsiasi ambito: industria,motori, automazione, tempo libero ecc…

Lo sport non è da meno in questo frangente e vorrei appunto parlare di quanto la tecnologia possa rendersi utile nel nostro sviluppo dell’allenamento, e di quanto ci abbia semplificato la vita.

Vedete questo video? è uno splendido video in slow motion di un cane. Il che è fantastico perché abbiamo uno strumento fantastico sotto gli occhi ma non sappiamo cosa farcene. Vi faccio un esempio: Questo video qui sotto è circa del 2013, possiamo vedere l’analisi della traiettoria della panca, e da li vengono poi estratti valori di velocità e potenza.

Ecco, voi non avete idea che casino abbia dovuto mettere in piedi per poter fare questa cosa nel 2013!

Prima di tutto: la ricerca di una fotocamera che potesse riprendere con un fps alto per fare uno slow motion, quindi ricercare all’interno dei vari supermercati la suddetta fotocamera, una casio Exilim EX-ZR1000.

Dopodichè la ricerca di un software adatto per modificare i video, in questo caso Kinovea.

Dopidichè ho dovuto misurare la distanza percorsa dal bilanciere per poter poi calcolare la velocità e la potenza dell’alzata.

Una volta fatto tutto ciò, ho ripreso la panca con la fotocamera, sono andato a casa, ho acceso il pc, inserito la memory card, copiato il video, inserito il video su kinovea, tracciato il prospetto della distanza, calcolato la velocità e la potenza, le ho inserite a mano nel video e ho esportato il tutto su pc. Et voilà, risultato pronto.

Adesso vi faccio vedere un altro tipo di video, fatto nel Luglio 2018:

Questo è Enea e qui stiamo analizzando le sue alzate sulla panca. Vedete quelle linee che rimarcano la traiettoria del bilanciere? Ecco, quelle. Tralasciando i tecnicismi perché la mia intenzione non è adesso di parlare di traiettorie sulla panca, vorrei che il punto focale sia la SEMPLICITÀ con cui si possono realizzare queste cose nel 2018.

Vi ricordate tutta la pappardella che ho dovuto fare nel 2013? Ecco, scordatevela.

Ora mi è semplicemente bastato scaricare un app, riprendere la panca, fare esporta ed il gioco è fatto.

Dal produttore al consumatore in meno di 2 minuti, giusto il tempo del recupero!

In questo modo è possibile poter avere feedback continui e IMMEDIATI sull’allenamento rendendolo sempre più preciso.

Vi faccio un altro esempio:

A me piacciono le arti marziali, e da sempre ho avuto il pallino di capire COME faccio il sacco; quanti pugni tiro? a che velocità? Eccetera eccetera eccetera…

Ecco, ricordate Kinovea? sempre nel 2013 faccio questo

Riprendo il sacco in slow motion per 15 secondi e poi cosa faccio? CONTO ogni SINGOLO pugno e stoppo ogni volta che colpisco il sacco e SCRIVO il tempo che intercorre tra un pugno e l’altro. Insomma: un delirio! Lo faccio una volta e poi capisco che il gioco non vale la candela.

Ora vi faccio vedere un altro video di quest’anno:

Vedete il telefono? Ecco, oggi basta comprare due sensori, che collegati ad un APP ti contano il numero dei pugni, li dividono in destro e sinistro e li dividono in diretti o ganci. Inoltre ti registra la velocità media di ognuno. Insomma: il paradiso. Il tutto con una spesa irrisoria, sui 100 euro (meno della fotocamera ai tempi).

Se poi colleghiamo il tutto ad un cardiofrequenzimetro possiamo vedere e dare un feedback immediato al nostro atleta, dicendogli se deve aumentare la velocità dei pugni, aumentarne o diminuirne il numero e/o aumentare l’intensità per mantenere un certo valore di FC.

Chiudo quindi lasciandovi qui sotto alcune app che utlizzo per monitorare l’allenamento e che secondo me possono esservi di aiuto! Se anche voi avete questo metodo scientifico di monitorare l’allenamento e conoscete qualche altro trucchetto, fatemelo sapere!

A presto

Matteo

 

Barsense: App per valutare velocità e traiettoria del bilanciere – costo: gratis

Hykso Boxing: App per monitorare velocità e numero di pugni, va abbinata a due sensori – costo: 100 euro circa

Polar Beat : App per monitorare Fc durante l’allenamento, si può usare con orologio, telefono o tablet, necessita fascia polar abbinata – Costo: variabile in base alla fascia,

Myfitnesspal: App molto utile per contare calorie e macronutrienti introdotti nella giornata – Costo : gratis + possibilità di upgrade a pagamento.

Strava: App che ti consente di registrare il percorso effettuato durante una corsa o un giro in bici, monitora distanza e passo e ti può mettere in relazione con gli altri utenti; dandoti motivazione Extra.

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Inizio Stagione 2018-2019

Settembre è ormai alle porte e sta per cominciare una nuova stagione. Ci saranno tantissime novità da qui ai prossimi 5 anni e spero che riusciremo a condividerle insieme.

Ho fatto questo video con al suo interno un piccolo discorso riguardante la stagione passata e l’anno che sta per iniziare.

I video saranno sempre più frequenti e sono rivolti principalmente ai miei allievi, ai miei clienti e a tutte quelle persone che hanno una passione che li muove dall’interno, a prescindere che questa sia per uno sport piuttosto che per un altro.

Ecco il video di seguito, e mi raccomando ricordatevi di seguire i social per rimanere sempre aggiornati su novità riguardanti l’allenamento.

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Lo schema corporeo

Con questo articolo vorrei parlare nel mio piccolo di un tema che mi piace ed è molte volte scartato o sottovalutato, ossia lo schema corporeo, e come sia importante prendersene cura sopratutto nell’età dello sviluppo.

Definizione

Coscienza, intuizione, conoscenza immediata che si ha del proprio corpo, in situazione statica o dinamica, in rapporto ai diversi segmenti fra loro e nel rapporto tra questi e lo spazio o gli oggetti che lo circondano ( J. Le Boulch ), rappresenta l’immagine che si ha di sé nello spazio ed è in stretta correlazione con l’ambiente esterno ed il sistema nervoso, si sviluppa completamente intorno ai 12 anni in quanto è in quella fascia d’età che si ha la completa maturazione del SNC.

Componenti fondamentali dello schema corporeo

  • Componente visiva, sensitivo somoestesica ( tattile ) ,propiocettiva cinestesica

Riconoscimento dei segmenti corporei e della loro posizione.

  • Componente vestibolare

Riconoscimento della posizione del corpo in relazione a movimenti di accelerazione e decelerazione.

  • Componente gnosico-prassica

Riconoscimento delle potenzialità di utilizzo dei segmenti corporei

  • Componente cognitiva

Riconoscimento cosciente dei segmenti, denominazione, capacità e controllo cosciente del corpo.

Schema corporeo e coordinazione

L’organizzazione dello schema corporeo consiste nel mettere in relazione le componenti propiocettive con le componenti esterocettive; è necessario che alle sensazioni provenienti dall’esterno vengano associate alle giuste percezioni corrispondenti ai segmenti corporei, per fare ciò è fondamentale che il bambino sia capace di sentire cosa avviene nel suo corpo in modalità dinamica.  L’importanza dello schema corporeo è riassumibile nella seguente espressione : “ ogni volta che un individuo effettua un movimento fa si che il movimento successivo si basi su una nuova situazione corporea” , la distinzione delle parti del corpo, intesa in tutte le sue componenti fondamentali è il punto di partenza per tutte le altre distinzioni. Tutto lo sviluppo del bambino ( schemi motori di base, personalità, affettività e le capacità coordinative ) parte da una corretta conoscenza dell’IO, del proprio corpo, dello schema corporeo.

man juggling basketballs near storefront

Tappe di sviluppo dello schema corporeo

Lo schema corporeo è sviluppato intorno ai 12 anni, secondo Ajuriaguerra sono tre le tappe fondamentali nell’organizzazione dello schema corporeo:

  • Tappa del corpo vissuto ( 0-3 anni  )
  • Tappa del corpo percepito ( 4-6 anni  )
  • Tappa del corpo rappresentato ( 7-12 anni )

Corpo vissuto

Comportamento motorio globale, guidato da un espressione globale e basato sul vissuto; il bambino inizia a conoscere oggetti e a relazionarsi tramite l’uso del proprio corpo; vi è una prevalenza dei canali percettivi e propiocettivi a discapito degli esterocettivi; spazio topografico; gradualmente si inizia  a migliorare nel processo di distinzione dell’IO fisico rispetto all’ambiente, inizialmente questa relazione non è così distinta bensì il fanciullo fatica a distinguere i due aspetti, queste scoperta dell’immagine del corpo  il bambino diventa soggetto della propria esistenza e lo sviluppo avviene in senso cranio-caudale e prossimo-distale. Nel secondo anno di vita inizia la maturazione del fascio piramidale, alla quale è legata l’espressione volontaria del movimento.

action activity boy children

Corpo percepito

Il possesso dell’immagine del corpo aumenta la qualità esplorativa degli oggetti, in contemporanea si perfezionano le prassie e migliorano le capacità percettive, in questo periodo infatti le capacità percettive la fanno da padrone e si entra in una fase detta discriminazione percettiva, dove si amplia il concetto di interiorizzazione del proprio corpo; il ragazzino è totalmente concentrato su sé stesso e riesce a porre attenzione sia alla totalità del corpo che solo ad una parte di esso; miglior controllo dinamico-motorio, motricità di tipo globale e coordinazione grezza; spazio euclideo; inizio sviluppo lateralità verso i cinque anni.

Corpo rappresentato

Si ha il passaggio da un immagine riproduttrice ad un immagine anticipatrice dello schema corporeo, infatti si acquisisce la capacità di prevedere l’azione pensandola precedentemente nella propria mente; il movimento non è più legato all’esperienza e al vissuto ma si compirà nel pensiero per poi essere eseguito, questa capacità di astrazione è dovuta al miglioramento della qualità psichica. Il centro di riferimento non è più il proprio corpo ma il bambino può porsi secondo altre prospettive , ad esempio riesce a trasportare le nozioni di destra e sinistra su altre persone. Lo sviluppo completo dello schema corporeo è intorno ai 12 anni e si passa da un intelligenza senso-percettiva ( corpo vissuto ) , ad un intelligenza concereta ( corpo percepito ) per arrivare infine ad un intelligenza formale, questa espressione di intelligenza sarà tanto più efficace quanto più sono state le esperienze motorie sviluppate in precedenza, per questo è importante lavorare molto prima che si riveli la logica formale.

Lateralità e schema corporeo

photo of head bust print artwork

Il processo di lateralizzazione assume grande importanza per una corretta evoluzione dello schema corporeo, una lateralità ben definita è indispensabile per eseguire dei gesti motori semplici, per lo sviluppo delle capacità coordinative e nell’apprendere abilità quali la lettura e la scrittura. La lateralità deriva da una dominanza cerebrale di un emisfero sull’altro; l’emisfero dominante ( sinistro per i destri ) assume il controllo del corpo, dell’organizzazione spaziale, del linguaggio, di controllo e programmazione dell’azione e della coordinazione fine della mano, è la sede del pensiero logico; l’emisfero non dominante si preoccupa dello schema corporeo,  di riconoscere il proprio viso e quello degli altri ed è il responsabile di senso musicale ed artistico, è la sede di pensiero e funzioni spaziali. La dominanza è genetica e non riguarda solo la mano ma vi sono anche altre dominanze denominate motorie : occhio , piede  e sensoriale (dominanza uditiva); il suo sviluppo dipende sempre dal SNC e si propaga in senso cranio – caudale, quando ciò è terminato si afferma la lateralità, che permette:

  • negli arti superiori si afferma la mano dominante
  • negli arti inferiori si afferma la funzione di appoggio-spinta ( non dominante ) e slancio-attacco ( dominante )
  • per il busto si afferma la funzione equilibratrice nelle situazioni di lancio, salto e equilibrio di volo

Ambidestrismo

Tale condizione deve essere ricercata dai dieci anni in su quando la lateralità si è quasi completamente affermata, cercare di forzare prima del tempo un destrimane all’ambidestrismo può portare a le stesse problematiche a cui va incontro il mancino contrariato, ovvero alla lateralità crociata, dove vi è una dominanza di due segmenti controlaterali  ( piede destro e mano sinistra o viceversa ), in questa situazione viene meno il naturale orientamento del corpo perché vengono costantemente confuse le funzioni dominanti e non dominanti con conseguenti ripercussioni negative su schema corporeo e coordinazione.

Ontogenesi della lateralità

10 mesi :       si stabilisce la dominanza della mano.

4-5 anni :       il rinforzo della dominanza consente una netta padronanza manuale, inizia il processo che porterà il bambino alla lateralizzazione.

5-6 anni :       il tronco inizia ad equilibrare il lancio con una  torsione coordinata alla mano dominante, si stabilizzano le funzioni stacco-appoggio negli arti inferiori.

7-8 anni :       si afferma la lateralità, migliora l’indipendenza delle braccia rispetto al tronco, maggior precisione nelle azioni appoggio-spinta / stacco-slancio; saltello monopodalico di facile esecuzione, coordinazione occhio-mano garantisce la direzione del lancio.

9-11 anni:      completo controllo della lateralità con funzioni dominante e non dominante ben definite; equilibrio tra i vari segmenti del corpo, solida base per evoluzione di salti lanci ed equilibrio di volo.

 

Incompleto sviluppo schema corporeo

Deficit nella relazione soggetto mondo negli aspetti intellettivi, affettivi e motori; incompleta organizzazione schemi motori di base, nei gesti motori generali e speciali; problematiche per quanto riguarda il carattere e la parte affettivo-sociale; disgrafia; dislessia ( causa incapacità di tradurre dati topologici di riferimento : sotto/sopra, avanti-dietro, sinistra-destra, aperto-chiuso ); problematiche nella coordinazione oculo manuale.

Conclusioni – Take home message

toys letters pay playIn sostanza, cosa possiamo portare a casa dopo tutta questa pappardella?

  1. Possiamo portare a casa che lo schema corporeo è una componente fondamentale della nostra vita e indispensabile per la coordinazione.
  2. Lo schema corporeo rappresenta in sostanza l’immagine che noi abbiamo di noi stessi, nello spazio, fermi, in movimento e in relazione ad altri.
  3. Alcune volte problemi di coordinazione sono dovuti a incompleti sviluppi nello schema corporeo: se non so come il mio corpo è situato nello spazio, non potrò mai replicare dei movimenti o impararli velocemente
  4. Per correggere alcuni problemi di coordinazione (anche negli adulti) se notiamo che lo schema motorio della persona non è completamente sviluppato, è più opportuno fare esercizi anche molto basici, per fargli prendere coscienza dell’io corporeo. Anche perché se abbiamo uno schema corporeo incompleto significa che determinate movenze/situazioni non le ha mai sviluppate.
  5. Lo schema corporeo ha delle fasi sensibili e un evoluzione. Non è utile forzare i tempi e bisogna sfruttare ogni periodo dello sviluppo per migliorare una determinata capacità, un po come avviene per le capacità coordinative.
  6. La  lateralità è direttamente collegata con lo schema corporeo e un’incompleto sviluppo di essa può portare problemi che si ripercuotono anche nell’apprendimento.

Detto questo spero che l’articolo vi sia piaciuto, se non l’avete ancora fatto vi invito inoltre a seguirmi sui social per rimanere sempre aggiornati su allenamenti, articoli ed eventi!

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Open Day 2018

Ciao a tutti! Con questo articolo volevo comunicarvi l’inizio ufficiale della stagione 2018-2019!

L’anno 2017-2018 ha portato grandi soddisfazioni dal punto di vista lavorativo e per quanto riguarda l’allenamento.

Da un lato ho visto un notevole incremento delle persone che vogliono allenarsi,  diventare più performanti,  cambiare il proprio stile di vita sedentario a favore di uno stile attivo.

adventure athlete athletic daylight

Questo mi ha dato la conferma di ciò che già sapevo, il personal training è sempre di più l’allenamento per tutti: costa come una cena e ti consente di allenarti al meglio ottimizzando tempi e risultati. Non è più la figura per la persona d’élite, ma per tutti.

Dall’altro ho visto nelle persone che già si allenano con me un notevole incremento della loro consapevolezza, dal punto di vista della prestazione da un lato, dal punto di vista umano dall’altro. Persone che si sentono più sicure dentro e fuori la palestra e devo dire che ciò mi rende molto contento, perché quello che cerco di fare ogni giorno è educare il cliente, non semplicemente farlo sudare.

Sudare si, ma con intelligenza.

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Chiudendo questa non troppo piccola (ma doverosa) premessa, voglio invitarvi tutti all’open day che si terrà in Eracle Sabato 8 Settembre!

Sarò presente il pomeriggio dove ne approfitterò per spiegare la grande novità che ho in serbo per voi quest’anno, mi è costata tanta fatica ma ne varrà la pena. Dopo molto lavoro ho stilato un profilo che rispecchia la fotografia dell’allenamento della persona in un determinato periodo, in poche parole: quanto sei forte, resistente, potente.

La mia grande missione da ora in avanti sarà far capire come questo tipo di approccio non è solo riservato agli atleti, anzi, deve essere di dominio della persona media, che prenderà sempre più coscienza delle proprie possibilità e dei propri limiti.

Detto questo non vi svelo altro!

Vi aspetto Sabato 8 Settembre in Eracle!

Ciao a tutti

Matteo

 

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