Archives Agosto 2018

Inizio Stagione 2018-2019

Settembre è ormai alle porte e sta per cominciare una nuova stagione. Ci saranno tantissime novità da qui ai prossimi 5 anni e spero che riusciremo a condividerle insieme.

Ho fatto questo video con al suo interno un piccolo discorso riguardante la stagione passata e l’anno che sta per iniziare.

I video saranno sempre più frequenti e sono rivolti principalmente ai miei allievi, ai miei clienti e a tutte quelle persone che hanno una passione che li muove dall’interno, a prescindere che questa sia per uno sport piuttosto che per un altro.

Ecco il video di seguito, e mi raccomando ricordatevi di seguire i social per rimanere sempre aggiornati su novità riguardanti l’allenamento.

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Lo schema corporeo

Con questo articolo vorrei parlare nel mio piccolo di un tema che mi piace ed è molte volte scartato o sottovalutato, ossia lo schema corporeo, e come sia importante prendersene cura sopratutto nell’età dello sviluppo.

Definizione

Coscienza, intuizione, conoscenza immediata che si ha del proprio corpo, in situazione statica o dinamica, in rapporto ai diversi segmenti fra loro e nel rapporto tra questi e lo spazio o gli oggetti che lo circondano ( J. Le Boulch ), rappresenta l’immagine che si ha di sé nello spazio ed è in stretta correlazione con l’ambiente esterno ed il sistema nervoso, si sviluppa completamente intorno ai 12 anni in quanto è in quella fascia d’età che si ha la completa maturazione del SNC.

Componenti fondamentali dello schema corporeo

  • Componente visiva, sensitivo somoestesica ( tattile ) ,propiocettiva cinestesica

Riconoscimento dei segmenti corporei e della loro posizione.

  • Componente vestibolare

Riconoscimento della posizione del corpo in relazione a movimenti di accelerazione e decelerazione.

  • Componente gnosico-prassica

Riconoscimento delle potenzialità di utilizzo dei segmenti corporei

  • Componente cognitiva

Riconoscimento cosciente dei segmenti, denominazione, capacità e controllo cosciente del corpo.

Schema corporeo e coordinazione

L’organizzazione dello schema corporeo consiste nel mettere in relazione le componenti propiocettive con le componenti esterocettive; è necessario che alle sensazioni provenienti dall’esterno vengano associate alle giuste percezioni corrispondenti ai segmenti corporei, per fare ciò è fondamentale che il bambino sia capace di sentire cosa avviene nel suo corpo in modalità dinamica.  L’importanza dello schema corporeo è riassumibile nella seguente espressione : “ ogni volta che un individuo effettua un movimento fa si che il movimento successivo si basi su una nuova situazione corporea” , la distinzione delle parti del corpo, intesa in tutte le sue componenti fondamentali è il punto di partenza per tutte le altre distinzioni. Tutto lo sviluppo del bambino ( schemi motori di base, personalità, affettività e le capacità coordinative ) parte da una corretta conoscenza dell’IO, del proprio corpo, dello schema corporeo.

man juggling basketballs near storefront

Tappe di sviluppo dello schema corporeo

Lo schema corporeo è sviluppato intorno ai 12 anni, secondo Ajuriaguerra sono tre le tappe fondamentali nell’organizzazione dello schema corporeo:

  • Tappa del corpo vissuto ( 0-3 anni  )
  • Tappa del corpo percepito ( 4-6 anni  )
  • Tappa del corpo rappresentato ( 7-12 anni )

Corpo vissuto

Comportamento motorio globale, guidato da un espressione globale e basato sul vissuto; il bambino inizia a conoscere oggetti e a relazionarsi tramite l’uso del proprio corpo; vi è una prevalenza dei canali percettivi e propiocettivi a discapito degli esterocettivi; spazio topografico; gradualmente si inizia  a migliorare nel processo di distinzione dell’IO fisico rispetto all’ambiente, inizialmente questa relazione non è così distinta bensì il fanciullo fatica a distinguere i due aspetti, queste scoperta dell’immagine del corpo  il bambino diventa soggetto della propria esistenza e lo sviluppo avviene in senso cranio-caudale e prossimo-distale. Nel secondo anno di vita inizia la maturazione del fascio piramidale, alla quale è legata l’espressione volontaria del movimento.

action activity boy children

Corpo percepito

Il possesso dell’immagine del corpo aumenta la qualità esplorativa degli oggetti, in contemporanea si perfezionano le prassie e migliorano le capacità percettive, in questo periodo infatti le capacità percettive la fanno da padrone e si entra in una fase detta discriminazione percettiva, dove si amplia il concetto di interiorizzazione del proprio corpo; il ragazzino è totalmente concentrato su sé stesso e riesce a porre attenzione sia alla totalità del corpo che solo ad una parte di esso; miglior controllo dinamico-motorio, motricità di tipo globale e coordinazione grezza; spazio euclideo; inizio sviluppo lateralità verso i cinque anni.

Corpo rappresentato

Si ha il passaggio da un immagine riproduttrice ad un immagine anticipatrice dello schema corporeo, infatti si acquisisce la capacità di prevedere l’azione pensandola precedentemente nella propria mente; il movimento non è più legato all’esperienza e al vissuto ma si compirà nel pensiero per poi essere eseguito, questa capacità di astrazione è dovuta al miglioramento della qualità psichica. Il centro di riferimento non è più il proprio corpo ma il bambino può porsi secondo altre prospettive , ad esempio riesce a trasportare le nozioni di destra e sinistra su altre persone. Lo sviluppo completo dello schema corporeo è intorno ai 12 anni e si passa da un intelligenza senso-percettiva ( corpo vissuto ) , ad un intelligenza concereta ( corpo percepito ) per arrivare infine ad un intelligenza formale, questa espressione di intelligenza sarà tanto più efficace quanto più sono state le esperienze motorie sviluppate in precedenza, per questo è importante lavorare molto prima che si riveli la logica formale.

Lateralità e schema corporeo

photo of head bust print artwork

Il processo di lateralizzazione assume grande importanza per una corretta evoluzione dello schema corporeo, una lateralità ben definita è indispensabile per eseguire dei gesti motori semplici, per lo sviluppo delle capacità coordinative e nell’apprendere abilità quali la lettura e la scrittura. La lateralità deriva da una dominanza cerebrale di un emisfero sull’altro; l’emisfero dominante ( sinistro per i destri ) assume il controllo del corpo, dell’organizzazione spaziale, del linguaggio, di controllo e programmazione dell’azione e della coordinazione fine della mano, è la sede del pensiero logico; l’emisfero non dominante si preoccupa dello schema corporeo,  di riconoscere il proprio viso e quello degli altri ed è il responsabile di senso musicale ed artistico, è la sede di pensiero e funzioni spaziali. La dominanza è genetica e non riguarda solo la mano ma vi sono anche altre dominanze denominate motorie : occhio , piede  e sensoriale (dominanza uditiva); il suo sviluppo dipende sempre dal SNC e si propaga in senso cranio – caudale, quando ciò è terminato si afferma la lateralità, che permette:

  • negli arti superiori si afferma la mano dominante
  • negli arti inferiori si afferma la funzione di appoggio-spinta ( non dominante ) e slancio-attacco ( dominante )
  • per il busto si afferma la funzione equilibratrice nelle situazioni di lancio, salto e equilibrio di volo

Ambidestrismo

Tale condizione deve essere ricercata dai dieci anni in su quando la lateralità si è quasi completamente affermata, cercare di forzare prima del tempo un destrimane all’ambidestrismo può portare a le stesse problematiche a cui va incontro il mancino contrariato, ovvero alla lateralità crociata, dove vi è una dominanza di due segmenti controlaterali  ( piede destro e mano sinistra o viceversa ), in questa situazione viene meno il naturale orientamento del corpo perché vengono costantemente confuse le funzioni dominanti e non dominanti con conseguenti ripercussioni negative su schema corporeo e coordinazione.

Ontogenesi della lateralità

10 mesi :       si stabilisce la dominanza della mano.

4-5 anni :       il rinforzo della dominanza consente una netta padronanza manuale, inizia il processo che porterà il bambino alla lateralizzazione.

5-6 anni :       il tronco inizia ad equilibrare il lancio con una  torsione coordinata alla mano dominante, si stabilizzano le funzioni stacco-appoggio negli arti inferiori.

7-8 anni :       si afferma la lateralità, migliora l’indipendenza delle braccia rispetto al tronco, maggior precisione nelle azioni appoggio-spinta / stacco-slancio; saltello monopodalico di facile esecuzione, coordinazione occhio-mano garantisce la direzione del lancio.

9-11 anni:      completo controllo della lateralità con funzioni dominante e non dominante ben definite; equilibrio tra i vari segmenti del corpo, solida base per evoluzione di salti lanci ed equilibrio di volo.

 

Incompleto sviluppo schema corporeo

Deficit nella relazione soggetto mondo negli aspetti intellettivi, affettivi e motori; incompleta organizzazione schemi motori di base, nei gesti motori generali e speciali; problematiche per quanto riguarda il carattere e la parte affettivo-sociale; disgrafia; dislessia ( causa incapacità di tradurre dati topologici di riferimento : sotto/sopra, avanti-dietro, sinistra-destra, aperto-chiuso ); problematiche nella coordinazione oculo manuale.

Conclusioni – Take home message

toys letters pay playIn sostanza, cosa possiamo portare a casa dopo tutta questa pappardella?

  1. Possiamo portare a casa che lo schema corporeo è una componente fondamentale della nostra vita e indispensabile per la coordinazione.
  2. Lo schema corporeo rappresenta in sostanza l’immagine che noi abbiamo di noi stessi, nello spazio, fermi, in movimento e in relazione ad altri.
  3. Alcune volte problemi di coordinazione sono dovuti a incompleti sviluppi nello schema corporeo: se non so come il mio corpo è situato nello spazio, non potrò mai replicare dei movimenti o impararli velocemente
  4. Per correggere alcuni problemi di coordinazione (anche negli adulti) se notiamo che lo schema motorio della persona non è completamente sviluppato, è più opportuno fare esercizi anche molto basici, per fargli prendere coscienza dell’io corporeo. Anche perché se abbiamo uno schema corporeo incompleto significa che determinate movenze/situazioni non le ha mai sviluppate.
  5. Lo schema corporeo ha delle fasi sensibili e un evoluzione. Non è utile forzare i tempi e bisogna sfruttare ogni periodo dello sviluppo per migliorare una determinata capacità, un po come avviene per le capacità coordinative.
  6. La  lateralità è direttamente collegata con lo schema corporeo e un’incompleto sviluppo di essa può portare problemi che si ripercuotono anche nell’apprendimento.

Detto questo spero che l’articolo vi sia piaciuto, se non l’avete ancora fatto vi invito inoltre a seguirmi sui social per rimanere sempre aggiornati su allenamenti, articoli ed eventi!

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Open Day 2018

Ciao a tutti! Con questo articolo volevo comunicarvi l’inizio ufficiale della stagione 2018-2019!

L’anno 2017-2018 ha portato grandi soddisfazioni dal punto di vista lavorativo e per quanto riguarda l’allenamento.

Da un lato ho visto un notevole incremento delle persone che vogliono allenarsi,  diventare più performanti,  cambiare il proprio stile di vita sedentario a favore di uno stile attivo.

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Questo mi ha dato la conferma di ciò che già sapevo, il personal training è sempre di più l’allenamento per tutti: costa come una cena e ti consente di allenarti al meglio ottimizzando tempi e risultati. Non è più la figura per la persona d’élite, ma per tutti.

Dall’altro ho visto nelle persone che già si allenano con me un notevole incremento della loro consapevolezza, dal punto di vista della prestazione da un lato, dal punto di vista umano dall’altro. Persone che si sentono più sicure dentro e fuori la palestra e devo dire che ciò mi rende molto contento, perché quello che cerco di fare ogni giorno è educare il cliente, non semplicemente farlo sudare.

Sudare si, ma con intelligenza.

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Chiudendo questa non troppo piccola (ma doverosa) premessa, voglio invitarvi tutti all’open day che si terrà in Eracle Sabato 8 Settembre!

Sarò presente il pomeriggio dove ne approfitterò per spiegare la grande novità che ho in serbo per voi quest’anno, mi è costata tanta fatica ma ne varrà la pena. Dopo molto lavoro ho stilato un profilo che rispecchia la fotografia dell’allenamento della persona in un determinato periodo, in poche parole: quanto sei forte, resistente, potente.

La mia grande missione da ora in avanti sarà far capire come questo tipo di approccio non è solo riservato agli atleti, anzi, deve essere di dominio della persona media, che prenderà sempre più coscienza delle proprie possibilità e dei propri limiti.

Detto questo non vi svelo altro!

Vi aspetto Sabato 8 Settembre in Eracle!

Ciao a tutti

Matteo

 

Il riscaldamento sportivo

Ciao a tutti, oggi ho pensato che un tema che bisognerebbe trattare è il riscaldamento, perché per quanto possa sembrare semplice e ad alcuni inutile, pianificare ed eseguire un corretto riscaldamento in ambito sportivo è più difficile di quello che si pensi.

Premessa: non sarà un articolo corto e neanche facilissimo, spero però che il lettore una volta finito riesca ad avere qualche strumento in più per poter comprendere le basi che ci sono dietro un corretto riscaldamento o avviamento motorio.

Le quattro tipologie di riscaldamento sportivo

A differenza di quello che si può pensare l’avviamento motorio non ha come fine ultimo eseguire dei semplici esercizi ginnici, bensì questi sono solo il “mezzo” per poter arrivare allo scopo ultimo del riscaldamento.

Per semplificare potremmo dire che a livello generale “la fase di avviamento motorio progettata ha il fine di preparare l’organismo al successivo lavoro che si andrà a compiere”. Questo indipendentemente dal fatto che l’obbiettivo dell seduta allenante sia di tipo tecnico, tattico, condizionale o coordinativo.

Vi sono quattro tipologie di riscaldamento, ovvero vi sono quattro modi per poter preparare i nostri atleti ad allenarsi e ciascun modo si pone un obbiettivo diverso:

  1. Riscaldamento sportivo di tipo psicologico
  2. Riscaldamento sportivo di tipo tecnico-tattico
  3. Riscaldamento sportivo per preparazione e miglioramento della performance
  4. Riscaldamento sportivo per prevenzione di infortuni

Riscaldamento sportivo di tipo psicologico

Un riscaldamento di questo genere prepara l’atleta o la squadra a diverse condizioni psicologiche che si possono presentare durante la performance oppure a sviluppare particolari interazioni sociali tra i giocatori di un Team.

Esempio:

  • Problema: squadra di calcio con problemi di comunicazione
  • Soluzione: Esercizio dove un giocatore a occhi bendati porta la palla seguendo le indicazioni di un compagno ad occhi aperti (sviluppo della fiducia reciproca)

IMG_6673Riscaldamento sportivo di tipo tecnico-tattico

Questo tipo di avviamento motorio precede le sedute di allenamento specifiche della disciplina praticata, quindi può variare a seconda di quest’ultima. A livello generale possiamo dire che prevede di preparare il corpo dell’atleta ad eseguire le movenze tipiche della sua disciplina. Esempio: eseguire tecniche e sequenze a vuoto nel pugilato.

Riscaldamento sportivo per preparazione e miglioramento della performance

Qui il focus principale è preparare il corpo al meglio per ottenere il 100% della massima prestazione fisica in gara. Gli incrementi prestazionali sono strettamente legati agli effetti fisiologici che si verificano dopo l’avviamento motorio (come lo spostamento della curva forza-velocità).

Riscaldamento sportivo nella prevenzione di infortuni

Un riscaldamento di questo tipo porta a degli effetti fisiologici che limitano danni collaterali durante la gara o l’allenamento, come ad esempio la riduzione della stifness muscolare evitando banali stiramenti.

Gli effetti fisiologici del riscaldamento

Il fine principale di un corretto riscaldamento è l’aumento della temperatura corporea, questo fenomeno può essere diviso in due parti: in un primo momento si ha un aumento della temperatura muscolare locale, dopodiché si avrà un aumento della temperatura centrale dell’organismo.

Aumento della temperatura muscolare

Secondo Masterovoi l’obbiettivo del riscaldamento è di aumentare la vascolarizzazione dei muscoli, ovvero il muscolo deve funzionare come una pompa: la contrazione spinge il sangue , dopodiché vi è una fase di riposo. Questo effetto vascolarizzate si ha effettuando contrazioni che abbiano un valore di ampiezza non minimo con un carico che varia dal 30 al 50%; l’effetto “pompa” si ottiene più facilmente se si utilizzano movimenti analitici. I tempi per l’aumento di Tm ( temperatura muscolare ) non sono molto elevati, bastano dai 3 ai 5 minuti e la variazione in genere è di circa 3°; va ricordato inoltre che l’aumento di Tm svolge il ruolo più importante nell’esecuzione della massima prestazione. La temperatura muscolare inoltre si abbassa di 1° dopo 5 minuti di inattività e ritorna a livelli basali dopo 15.

Temperatura Quad yo yo test

Andamento della temperatura del quadricipite dopo aver eseguito lo yo-yo test. 

Subito dopo

Dopo 5 minuti

Dopo 15 minuti

 

Aumento della temperatura centrale

Temperatura centrale e muscolareL’aumento della temperatura centrale si riferisce all’aumento della temperatura di tutto il corpo, in questo caso l’organismo possiede una maggior efficacia nell’effettuare le reazioni chimiche. Un metodo per poter arrivare ad un valore più elevato di Tc è l’esecuzione di esercizi con un intensità che aumenta in modo progressivo. La temperatura centrale aumenta in genere di circa 2° con una tempistica maggiore rispetto alla Tm, ci vogliono circa 20 min per ottenere l’aumento desiderato.

Gli effetti legati all’aumento di temperatura

Diminuzione viscosità muscolare

Un aumento della temperatura muscolare porta ad una diminuzione della viscosità di muscoli ed articolazioni, con conseguente riduzione delle resistenze interne ed aderenze presenti in essi; in questo modo abbiamo una maggior fluidità articolare con un conseguente numero di infortuni nettamente minore.

Diminuzione della stifness muscolare

Un corretto avviamento motorio porta ad un distacco dei ponti stabili di miosina, causando una minor rigidità muscolare ed un decremento della stifness muscolare.

Miglioramento della conduzione nervosa

E’ stato studiato come l’incremento della Tm porti ad un aumento sia della potenza che della rapidità di contrazione muscolare, questo fenomeno è in parte da associare ad una conduzione nervosa a più alta velocità. Questa risulta quindi più elevata dopo l’avviamento motorio piuttosto che a freddo.

Aumento della velocità di degradazione dei fosfati altamente energetici

Altro effetto positivo della temperatura è un aumento di glicogenolisi, glicolisi e un maggior tasso di risintesi dell’ATP. In sostanza quando la temperatura passa dal suo valore “a freddo” a quello “a caldo” è molto più facile per l’organismo risintetizzare i fosfati altamente energetici quali ATP ( adenosin-tri-fosfato ) e PC ( fosfo-creatina )

Risintesi atp

 
Grafico che mostra il grado di risintesi dell’ATP in percentuale alla temperatura espressa in gradi C°. Si nota come dopo i 35° si ha un impennata del tasso di risintesi.

 

 

 

Miglioramento della curva forza – velocità

Questo è uno degli effetti più importanti dell’avviamento motorio, se osserviamo il grafico qui sotto possiamo notare come l’innalzamento della Tm vada a modificare la curva forza velocità.

Forza velocità temperatura

In blu questa curva indica l’andamento delle due capacità condizionali “a freddo” mentre in rosso viene evidenziata dopo il riscaldamento muscolare; si osserva subito come questa venga spostata verso destra; cosa che rappresenta un enorme vantaggio. Se prendiamo un ipotetico punto sull’asse di F avremo il suo corrispettivo valore di V , il quale nella curva con la Tm a caldo risulta maggiore rispetto alla curva di colore blu, conclusione: un buon avviamento motorio porta ad utilizzare meno forza se si vuole andare ad una velocità mentre ad un utilizzo del medesimo valore di forza siamo in possesso di una maggiore velocità. Questo effetto fisiologico è di estrema rilevanza in tutte le discipline in cui la potenza svolge un ruolo di primaria importanza. Si può notare come anche la curva della potenza venga spostata verso destra in modo addirittura più marcato.

Aumento della termoregolazione

Maggiore sarà la temperatura muscolare più elevato risulterà il calore immagazzinato all’interno del nostro organismo, capacità che peraltro non può andare al di sopra di un certo valore.

Effetti indipendenti dall’aumento della temperatura

Aumento del livello di consumo di ossigeno

Durante le competizioni di media-lunga durata o negli sport di squadra l’atleta utilizza in un primo momento l’energia derivante dai processi anaerobici, successivamente il metabolismo aerobico si stabilizza e diventa la principale fonte di energia, inoltre generalmente verso la fine della gara si ha il cosiddetto “sprint finale”, dove viene nuovamente consumato ATP proveniente da processi anaerobici. L’avviamento motorio porta ad un maggior consumo di ossigeno all’inizio della performance, così facendo si ha un risparmio di fonti anaerobiche, le quali rimarranno più intatte e potranno essere utilizzate in seguito. E’ importante però che tra la fine dell’avviamento motorio e l’inizio della competizione non passino più di 5 minuti altrimenti non si mantiene l’aumento del massimo consumo di ossigeno.

Consumo O2

Grafico che rappresenta l’utilizzo dei processi energetici

Figura di sinistra : senza avviamento motorio Figura di destra : dopo l’avviamento motorio

Fenomeno della PAP ( Post – activation – potentation )

La PAP è un altro effetto fisiologico non derivante dall’aumento della temperatura corporea, esso è così riassumibile: se effettuo una contrazione muscolare con tempi molto brevi, seguita da una contrazione muscolare isometrica ( quindi con forza massima ) della durata di 10 secondi, quando effettuerò una seconda contrazione questa avrà un impulso superiore al primo.

PAP

 

Quindi:

Primo impulso + Contrazione massima per 10 s = secondo impulso con valore superiore al primo

PAP1

 

La PAP  che inoltre va ad agire anche sulla curva forza – velocità: non ha gli stessi effetti dell’aumento della temperatura corporea, in quanto non riesce né ad agire sulla forza massima e sulla velocità massima, ma va ad agire al centro di questa innalzandola e spostandola verso destra; ottenendo effetti positivi quindi nelle discipline di potenza che combinano forza e velocità.

 

I contraddittori e i vincoli dell’avviamento motorio

Consumo di energia – inizio competizione con riserve energetiche intatte

Abbiamo visto fin’ora che l’avviamento motorio prevede un aumento della temperatura muscolare e/o centrale, solo che questo prevede il consumo di energia; mentre la competizione ha come presupposto l’iniziare con le riserve energetiche intatte! Ecco perché bisogna stare attenti a non esagerare con l’intensità per evitare di portare ad un peggioramento anziché ad un miglioramento della performance.

Percentuale di lavoro : 50% o 33% e gli esercizi classici da evitare

La percentuale di lavoro è molto importante sia nella ripetizione degli esercizi che nell’avviamento motorio, questa si verifica solamente quando si svolgono esercizi non individuali, quindi a coppie, a terzine o a gruppi. Come idea di percentuale di lavoro possiamo avere : il numero di volte che l’atleta/allievo esegue l’esercizio diviso il numero di atleti che devono ripetere l’esercizio prima che il ciclo si chiuda, quindi:

N° ripetizione/N° atleti

Questo valore non dovrebbe essere inferiore al 33%, ovvero nel caso in cui l’esercizio venga effettuato a gruppi di tre, mentre la condizione ideale è del 50%, ovvero una volta a testa.

Ogni esercizio che non rispetta questo vincolo andrebbe scartato in quanto risulta poco allenante per il gruppo oppure può risultare poco allenante per alcuni membri del gruppo in quanto lavorano ad un intensità troppo bassa mentre invece altri lavorano ad un intensità troppo alta.

Esempi di questo tipo nel calcio:

  • Il classico torello
  • Un palleggiatore al centro e gli altri sistemati in cerchio che gli restituiscono la palla.

 

Eccessivo aumento della temperatura centrale per i corridori

Un effetto dipendente dall’innalzamento della temperatura è la termoregolazione, però l’aumento del calore che l’organismo è in grado di sopportare ha un valore limitato, quindi per gli sport di lunga durata è buona cosa non elevare in maniera eccessiva la temperatura muscolare e centrale in quanto l’obbiettivo per queste discipline è evitare l’accumulo di calore e ottimizzare la sua dispersione.

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La corsa lenta

Un altro “classico” dell’avviamento motorio è la corsa lenta. Questo tipo di esercizio però, se utilizzato da solo non riesce a farci ottenere la vascolarizzazione desiderata. L’effetto pompa del muscolo e l’aumento della temperatura non si riescono ad ottenere in quanto l’ampiezza di movimento è troppo ridotta e l’intensità troppo bassa, addirittura potremmo ottenere una diminuzione della temperatura.

Il problema dei giocatori in panchina

Un’altra problematica a cui ci dobbiamo porre è quello dei giocatori in panchina, infatti in alcuni sport come ad esempio la pallacanestro dove i giocatori di riserva giocano un ruolo fondamentale e serve che siano sempre caldi. Per fare questo sarebbe opportuno utilizzare metodi di riscaldamento passivo come l’utilizzo di coperte in modo da non fare scendere la temperatura corporea.

Conclusioni

E con questa prima parte potrei dire conclusa la teoria riguardante i principi guida che andrebbero seguiti per un riscaldamento ottimale. Nella seconda parte andremo a sviscerare la pratica. A presto e buon allenamento a tutti!

 

Spero che questo articolo possa esservi stato di aiuto, se volete provare il mio programma “28 giorni per modificare il tuo fisico” potete avere più informazioni cliccando qui.

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